NTC 2018: tutte le novità capitolo per capitolo delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni36 min read


Finalmente dopo 10 anni di rinvii, smentite e lunghe attese, vede la luce l'attesissimo aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni. In questa breve presentazione sono illustrate tutte le novità (NTC 2018) capitolo per capitolo. Le pagine sono organizzate in modo sintetico e schematico. Se hai poco tempo per visualizzare le slides ma sei comunque interessato puoi eseguire il download gratuito dell’eBook a fine articolo.

Contents

Introduzione

Il Decreto Ministeriale delle nuove NTC2018 è stato firmato il 17 gennaio corrente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale martedì 20 febbraio 2018. Le novità presenti nella nuova norma evidenziano una positiva convergenza con le normative europee, in particolare con gli Eurocodici e il CPR (Construction Products Regulation – Regolamento Europeo n. 305/2011). Con la successiva pubblicazione della Circolare Integrativa, contenente le istruzioni alle NTC2018 da parte del Ministero delle Infrastrutture, arriveranno maggiori dettagli per la corretta interpretazione e applicazione della norma.

Presentazione delle Novità – NTC 2018 (Slides)

Qui di seguito trovi la presentazione delle novità introdotte dalle NTC 2018 suddivise capitolo per capitolo. Se navighi da smartphone ti consiglio di ruotare lo schermo in orizzontale.

DM 17/01/2018 – Nuove NTC

Per eseguire il download gratuito via email della presentazione NTC2018 di LabTecDesign in formato ebook (PDF) puoi compilare il modulo a fine pagina. Se invece vuoi consultare il testo completo delle NTC 2018 trovi qui di seguito il link del Decreto Ministeriale del 17 gennaio pubblicato il 20 febbraio 2018 in Gazzetta Ufficiale..

Gazzetta Ufficiale – Supplementi ordinari Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Decreto 17 gennaio 2018. Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni». (18A00716) (Suppl. Ordinario n. 8). (link)

Il decreto entra in vigore il 22 marzo 2018. Testo aggiornato delle norme tecniche per le costruzioni, di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ed al decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186. Le presenti norme sostituiscono quelle approvate con il decreto ministeriale 14 gennaio 2008.

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Il presente eBook è stato sviluppato con le indicazioni attualmente disponibili sulla normativa. La pubblicazione sarà comunque aggiornata e integrata periodicamente. Il file è in formato (.pdf) compatibile con Acrobat Reader o il consigliatissimo Sumatra PDF. Per suggerimenti o per segnalare errori utilizza il modulo di contatto.

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Trascrizione Slides

A lungo invocata dagli operatori del settore, è finalmente disponibile l'aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17 gen 2018) – Aggiornate dopo 10 anni – Pubblicate in Gazzetta Ufficiale il 20 feb 2018. Le precedenti NTC uscirono il 14 gen 2008 (Per legge dovrebbero essere aggiornate ogni 2 anni). Entrata in vigore: 22 marzo 2018 (dopo 30gg da pubb. in G.U.)

In seguito pubblicazione: ● Circolare Applicativa con le istruzioni alle NTC ● Allegati Tecnici Appendici Nazionali agli Eurocodici (NAD)

Disposizioni Transitorie

In base all’Art.2 del DM 17 gennaio 2018, è possibile continuare ad applicare le previgenti norme tecniche per le costruzioni (NTC2008) nei seguenti casi specifici (a) e (b) – Circolari CNI
203/2018 e 206/2018;

a) OPERE PUBBLICHE: Nell’ambito di applicazione del D.Lgs. n.50/2016, per le O.P. o di pubblica utilità incorso di esecuzione, per i contratti pubblici di lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già affidati prima della data di entrata in vigore delle NTC, si possono continuare ad applicare le previgenti NTC fino all’ultimazione dei lavori ed al collaudo statico degli stessi. Per contratti e progetti le NTC 2008 sono ammesse solo nel caso in cui la consegna dei lavori* avvenga entro 5 anni dalla data di entrata in vigore delle NTC 2018, ovvero entro il 22 marzo 2023. (*consegna lavori pubblici = inizio dei lavori). Per i progetti già affidati, le NTC 2008 sono ammesse solo nell’ipotesi che i progetti siano stati redatti secondo le regole tecniche del DM 14 gennaio 2008 e non delle norme in vigore prima di queste.

b) OPERE PRIVATE: fino al termine dei lavori e al relativo collaudo statico, qualora le opere strutturali siano in corso di esecuzione ovvero siano provviste dell'attestazione di deposito del progetto esecutivo delle strutture, secondo le disposizioni vigenti.

Suddivisione tematica

I principi della norma non cambiano ma le regole applicative si modificano perché le conoscenze scientifiche evolvono. Nel merito, le modifiche hanno riguardato tutti i capitoli. La suddivisione tematica è rimasta invariata. Il testo della nuova norma risulta diviso in 12 Capitoli: 1. Oggetto; 2. Sicurezza e prestazioni attese; 3. Azioni sulle costruzioni; 4. Costruzioni civili e industriali; 5. Ponti; 6. Progettazione geotecnica; 7. Progettazione per azioni sismiche; 8. Costruzioni esistenti; 9. Collaudo statico; 10. Redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo; 11. Materiali e prodotti ad uso strutturale; 12. Riferimenti tecnici

Capitolo 1 – Oggetto delle NTC

Il testo è stato in generale semplificato, integrandosi sempre più con la normativa comunitaria sul piano strettamente tecnico. ● Contenuto più chiaro● Uniformazione terminologica e lessicale ● Eliminazione dei refusi ● Aggiornamento dei riferimenti normativi. NORMATIVA UE di Riferimento: ● CPR (Construction Products Regulation); ● Eurocodici Strutturali (EC). Il Capitolo 1, trattando l'oggetto della norma, è rimasto pressoché invariato.

Capitolo 2 – Sicurezza e prestazioni attese

2.2 – Requisiti delle opere strutturali

Sono stati aggiunti paragrafi sui requisiti delle opere strutturali per: ● Sicurezza Antincendio (§ 2.2.3) ● Durabilità (§ 2.2.4) ● Robustezza (§ 2.2.5). I primi due requisiti sono aspetti importantissimi per il calcestruzzo armato.

2.4 – Vita nominale di progetto, classi d'uso e periodo di riferimento

Riformulate definizione e prescrizioni convenzionali sulla Vita Nominale di Progetto (VN) con l'introduzione di categorie di opere, differenziate sotto il profilo prestazionale e non tipologico. Chiedere di progettare un'opera per una durata di 50 anni, non significa che dopo 50 anni l'opera debba essere demolita, ma serve per stabilire l'intensità delle azioni che in campo sismico interessano la costruzione.

TAB 2.4.I

2.6 – Azioni nelle verifiche agli stati limite

Il coeff. Parziale dei carichi permanenti non strutturali G2 in TAB 2.6.I cambia da 0 a 0,8. Riguarda l'incidenza forfettaria dei tramezzi considerati sempre presenti anche se all'80%

Eliminate in TAB 2.6.I le indicazioni STR e GEO rispettivamente per le combinazioni A1 e A2 che avevano generato nelle NTC2008 l'idea sbagliata che gli stati limite strutturali e geotecnici potessero essere verificati con due analisi separate NTC 2018. Le intestazioni sulle colonne si riferiscono solo ai fattori sulle azioni (A1 e A2) mentre il collegamento logico con
gli stati limite viene eliminato. In linea generale le verifiche con l'Approccio 1 devono essere condotte sempre con due combinazioni per tutti gli stati limite sia che siano STR o GEO.

Eliminato §2.7 NTC2008 – Verifiche alle Tensioni Ammissibili

Ogni riferimento residuo al metodo di verifica alle TENSIONI AMMISSIBILI è stato eliminato, lasciando come opzioni possibile solo quello agli Stati Limite (SL). Il metodo di verifica allo
stato limite era previsto già nel DM del 1980 dove poteva essere applicato, ma non in zona sismica. Con il DM 1996 i due sistemi TA e SL potevano essere utilizzati in parallelo. Nel 2008 un'ulteriore passaggio ha lasciato la possibilità d'uso del metodo delle tensioni ammissibili solo in alcune regioni. Dal 22 marzo 2018 non è più possibile applicare le TA.

Capitolo 3 – Azioni sulle costruzioni

3.1.4 – Sovraccarichi

È stata riordinata e rivista la classificazione dei Sovraccarichi Variabili (TAB 3.1.II) con l'aggiunta delle scale e balconi nelle Categorie d'uso A,B,C e D. con qk =4 kN/m 2 (quindi associati a ciascuna categoria); (nelle NTC 2008 erano nella categoria 'C2'). Di conseguenza nel calcolo cambiano le masse sismiche.

Esempio: scala in una struttura residenziale
NTC08 -> Cat.C2 -> ψ2j =0,6
NTC18 -> Cat. A -> ψ2j =0,3

3.2.2 – Categorie di sottosuolo e condizioni topografiche

Sono state riformulate le Categorie di Sottosuolo in modo da eliminare alcune lacune presenti nelle NTC2008 nella definizione delle categorie (A,B,C,D,E) in funzione della velocità di propagazione delle onde di taglio Vs.

La caratterizzazione sismica del terreno deve essere svolta prioritariamente attraverso la misura diretta della velocità delle onde di taglio Vs (non è più presente la classificazione in funzione di NSPT e Cu). Sono state eliminate le cat. di sottosuolo S1 e S2 precisando che per V s <100 [m/s] occorre sempre svolgere un'analisi di risposta sismica locale. Profondità del substrato del Suolo E non superiore a 30 m (nelle NTC2008 era 20 m).

Sono fornite inoltre precisazioni sulle Azioni: ● Vento (CNR DT 207); ● Neve; ● Termiche; ● Sismiche. Sono altresì precisate le condizioni sulla valutazione delle: ● Azioni Eccezionali; ● Incendio di progetto

Capitolo 4 – Costruzioni civili e industriali

4.1 – Costruzioni in calcestruzzo

Le principali modifiche riguardano: integrazioni dei diagrammi σ-ε del calcestruzzo; Per gli SL di esercizio, precisazioni nella verifica a fessurazione; Per gli SLU: possibilità di ridistribuzione dei Momenti Flettenti nell'analisi elastica lineare, con limitazioni; Eccentricità minima negli elementi compressi e limiti di snellezza; Valutazione della duttilità di elementi inflessi; precisazioni sulle verifiche a taglio, punzonamento e torsione; coefficienti di sicurezza per la precompressione; giunzioni di armature; trattazione del calcestruzzo non armato.

4.1 – Costruzioni in calcestruzzo (Classi di Resistenza)

Scompaiono le classi 28/35 e 32/40, sostituite dalla classe di resistenza C30/37 utile per aumentare la durabilità del CLS in adeguamento all'Eurocodice e alle norme UNI EN 206, UNI 11104. Oltre alle classi di resistenza riportate in Tab. 4.1.I si possono prendere in considerazione le classi di resistenza già in uso C28/35 e C32/40.

4.1.2.1.2.1 – Calcestruzzo confinato

Introdotto il legame costitutivo per il CLS Confinato. Il confinamento è generato da staffe chiuse e legature interne, che possono raggiungere la tensione di snervamento a causa della dilatazione laterale del calcestruzzo stesso a cui tendono ad opporsi. Il confinamento consente al calcestruzzo di raggiungere tensioni e deformazioni più elevate di quelle proprie del calcestruzzo non confinato.

4.2 – Costruzioni in acciaio

Ridefinizione della classificazione delle sezioni in acciaio con nuova nomenclatura, calcolate sempre in funzione della Capacità Rotazionale. CLASSI: ● 1 e 2: compatte; ● 3: moderatamente snelle; ● 4: snelle. Trattazione anche dell'acciaio inox; Riferimento alla norma europea UNI EN 1090 per l'esecuzione; Sensibilità alla fatica, precisazione sui relativi coefficienti di sicurezza e sulla modalità di verifica: ● a vita illimitata; ● a danneggiamento

4.3 – Costruzioni composte acciaio-calcestruzzo

Sono state introdotte modifiche redazionali, miglioramenti e precisazioni e aggiunto un modello di confinamento per sezioni compresse.

4.4 – Costruzioni in legno

Update per allinearsi alla normativa europea che ha introdotto la Certificazione Obbligatoria su tutti i prodotti in legno e di quelli ingegnerizzati per uso strutturale. Revisione generale per il Legno massiccio. Ridefinite le classi di resistenza, con estensione a quelle per trazione per il Legno lamellare. Rivisti i coeff. di sicurezza (Tab 4.4.III): Per entrambi i tipi, serie aggiuntiva di coefficienti
ɣM per produzioni con controllo continuativo (inserita colonna B) con valori molto aderenti all'EC5. Update tabelle 4.4.IV e 4.4.V (norme di prodotto e coeff.) e inserimento dei pannelli di tavole incollate a strati incrociati (X-LAM). Puntualizzazioni sul controllo in stabilimento (FPC – Factory Production Control). Riferimento aggiornato alle Linee Guida del C.S. LL.PP del 2012. (Certificazione dell'idoneità tecnica all'impiego di materiali e prodotti innovativi in legno per uso strutturale – CIT). Definite Azioni di progetto assegnate a classi di durata del carico per: ● Carico da neve al suolo qsk; ● Azione del vento.

4.5 – Costruzioni in muratura

Allineamento all'Eurocodice 6 (EC6) con l'aggiunta della tipologia costruttiva di: MURATURA CONFINATA (§ 4.5.8). Muratura costituita da elementi resistenti artificiali pieni e semipieni, dotata di elementi di confinamento in calcestruzzo armato o muratura armata. Utilizzata già da tempo in moltissimi paesi con prestazioni sismiche migliori rispetto alla muratura non armata (§ 4.5.7).

Spessori minimi dei blocchi forati. Reintroduzione dei limiti sullo spessore minimo dei setti interni ed esterni dei blocchi con foratura, che era stato cancellato nelle NTC 2008, sebbene fosse presente nella normativa previgente (D.M. 20 novembre 1987). Garantisce sufficiente robustezza agli elementi, prevenendo rotture eccessivamente fragili. Lo spessore minimo dei setti interni (distanza minima tra due fori) è prescritto pari a 7 mm per elementi in laterizio. Lo spessore minimo dei setti esterni (distanza minima dal bordo esterno al foro più vicino al netto dell'eventuale rigatura) è pari a 10 mm per elementi in laterizio.

Limitazione per giunti di malta sottili (0.5÷3 mm) e/o giunti verticali a secco ad edifici con numero di piani fuori terra non superiore a quanto specificato nella parte relativa alla progettazione per azioni sismiche (§7.8.1.2) ed altezza interpiano massima di 3.5 m. In caso di utilizzo di elementi per muratura che fanno affidamento a tasche per riempimento di malta: i giunti verticali possono essere considerati riempiti se la malta è posta su tutta l'altezza del giunto su di un minimo del 40% della larghezza dell'elemento murario, esattamente come specificato in EC6.

Le murature costituite dall’assemblaggio organizzato ed efficace di elementi e malta possono essere a singolo paramento, se la parete è senza cavità o giunti verticali continui nel suo piano, o a paramento doppio (§ 4.5.2.3). Per il paramento doppio se sono previste connessioni trasversali si applica l'Eurocodice UNI EN 1996-1-1, oppure, in assenza delle connessioni trasversali previste dall'EC, si applica quanto previsto al § 4.6. Per altri sistemi costruttivi: si fa riferimento al Par. 4.6 o al Cap.11 per materiali non espressamente menzionati.

Viene modificato il nome delle verifiche 'Tensioni Ammissibili' in: 'Verifiche Semplificate' (§ 4.5.6.4) …in presenza di azioni non sismiche (azioni verticali e vento): dimensionamento semplificato senza verifica estesa (edificio o costruzione 'semplice' §7.8.1.9). Metodo rapido, efficace e di semplice applicazione che garantisce un buon comportamento d'insieme della struttura. Il rispetto dei requisiti da (a) ad (g) e la verifica della tensione verticale max di piano non garantiscono il progettista nei confronti di eventuali problemi 'locali'

ESEMPIO: eccessiva compressione sotto carichi concentrati (trave in c.a. in appoggio diretto su una parete in muratura ad essa trasversale), che deve essere prevenuta e risolta con adeguati accorgimenti costruttivi o eventuali verifiche locali. Il requisito (g) puntualizza la necessità di rispettare le percentuali minime, specificate in Tab.7.8.II del cap. sulle costruzioni soggette ad azione sismica

Il capitolo 4.5.7 relativo alla muratura armata resta invariato rispetto alle NTC 2008. Nella parte finale del (§ 4.5) è stato aggiunto un paragrafo, 'Progettazione integrata da prove e verifica mediante prove'. Indicazioni più dettagliate al riguardo e metodi operativi completi per la progettazione integrata da prove possono essere reperiti nella Appendice D dell'EC0

4.6 – Costruzioni di altri materiali

Si fa più esplicito riferimento a sistemi costruttivi, di cui deve essere comprovata l'idoneità e ottenuta un'autorizzazione, che non a materiali in sé diversi (trattati questi nel cap. 11).

Capitolo 5 – Ponti

Introdotte modifiche, volte a rendere più chiaro e omogeneo il testo, e definizioni in accordo con le norme per le costruzioni stradali. Introdotte precisazioni tecniche e documentali per la compatibilità idraulica degli attraversamenti di corsi d'acqua. Per le Azioni sui ponti stradali, si è operato un riordino, con modifiche formali e allineamento all'EC1 e al Cap. 3 delle NTC stesse, aggiornando le prescrizioni per: ● Temperatura; ● Impatti sulle barriere; ● Attrito sui vincoli; ● Azioni eccezionali sugli impalcati. È stata eliminata la seconda categoria di ponti. Per i ponti ferroviari, sono stati ritoccati i coefficienti di sicurezza parziali e di combinazione.

Capitolo 6 – Progettazione geotecnica

Il capitolo ha subito modifiche rilevanti. A favore di chiarezza è stata soppressa l'alternatività del doppio approccio progettuale, AP1 e AP2. Ricondurre quasi tutto ad un unico approccio è una
semplificazione che garantisce omogeneità di risultati. Per il calcolo del carico limite non si può più usare l'Approccio 1.

Utilizzo Approccio AP1: ● Paratie Flessibili (ancorate o non ancorate; ● Gallerie; ● Altre opere. Per il Dimensionamento Strutturale: C1(A1+M1+R1). Per le Verifiche Geotecniche: C2(A2+M2+R2). Utilizzo Approccio AP2*: ● Fondazioni superficiali; ● Fondazioni profonde (pali); ●  Muri di Sostegno (a gravità). Comb. (A1+M1+R3)
* esclusa la verifica di stabilità globale da fare in combinazione: C2(A2+M2+R2) – AP1

6.2.2 – Indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica

Si prescrive che la campagna di indagine sia definita per stabilire tutti i parametri necessari per il progetto, sia per gli aspetti statici che per quelli sismici. Le indagini geotecniche devono essere programmate in funzione del tipo di opera e/o di intervento, devono riguardare il volume significativo e, in presenza di azioni sismiche, devono essere conformi a quanto prescritto ai §§ 3.2.2 e 7.11.2. Per volume significativo di terreno si intende la parte di sottosuolo influenzata, direttamente o indirettamente, dalla costruzione del manufatto e che influenza il manufatto stesso.

6.5.3.1.1 – Muri di sostegno

La possibilità di scelta AP1/AP2 è stata tolta anche per i muri di sostegno, per i quali, esclusa la verifica di instabilità globale in cui rimane la Comb.2 AP1, si prescrive per le altre verifiche l’utilizzo dell’AP2. E' stato introdotto inoltre un coefficiente di sicurezza a ribaltamento pari a ɣR= 1,15 prima mancante.

Nelle verifiche a ribaltamento non si fa più riferimento ai coefficienti EQU per le azioni, ma bensì sempre agli A1 così come da AP2.

Inserito paragrafo per la valutazione della resistenza a carico assiale di una palificata. È stata alleviata per alcuni casi la prescrizione di prove di carico su pali. La verifica nei riguardi degli SL idraulici è riformulata, a favore di sicurezza. Precisazioni in merito alle fondazioni miste e i termini delle verifiche della stabilità dei pendii naturali sono meglio specificati.

Capitolo 7 – Progettazione per azioni sismiche

7.0 – Generalità

Zone a bassa sismicità: Criteri semplificati di progetto per edifici soggetti ad agS ≤0.075 g -> ● sistema di forze orizzontali (Fh=0,10Wλ); ● sola verifica nei confronti dello SLV; ● comportamento strutturale non dissipativo o dissipativo CD”B” con γ Rd unitari; ● impalcati rigidi per edifici di più di 2 piani. (Analisi pseudo-statica). Con S=coeff. che comprende l'effetto dell'amplificazione stratigrafica (SS) e dell'amplificazione topografica (ST)

7.1 – Requisiti nei confronti degli stati limite

Sono stati meglio definiti i seguenti concetti di Capacità e Domanda.Capacità di un elemento strutturale o di una struttura: l'insieme delle caratteristiche di rigidezza, resistenza e duttilità da essi manifestate, quando soggetti ad un prefissato insieme di azioni; Domanda su un elemento strutturale o su una struttura: l'insieme delle caratteristiche di rigidezza, resistenza e duttilità ad essi richieste da un prefissato insieme di azioni.

7.2 – Criteri generali di progettazione e modellazione

Maggiore armonizzazione con l'Eurocodice 8 (2004). Per individuare la sismicità di un sito, non viene più considerata la classificazione per zone sismiche (zonazione sismica) ma solo l'Accelerazione di Progetto. Viene fatta chiara distinzione tra: ● Progettazione in Capacità (approccio concettuale con cui si persegue la duttilità); ● Gerarchia delle Resistenze (strumento operativo impiegato per conseguirla). Nella progettazione di strutture non dissipative è ammesso utilizzare un coefficiente di struttura q≤1,5 anziché 1 come in passato.

(§ 7.2.2) – Le costruzioni soggette all'azione sismica devono essere progettate in accordo con uno dei seguenti comportamenti strutturali: a) comportamento strutturale non dissipativo; b) comportamento strutturale dissipativo. La distinzione tra strutture dissipative e non dissipative è importante!

Aggiornamento della definizione di Classe di Duttilità Media (CD'B'), a media capacità dissipativa. (nelle NTC08 era definita come 'duttilità bassa'). Le zone critiche diventano le 'zone dissipative'.

Adozione di tavole sinottiche di riepilogo come per I fattori di sovraresistenza γRd raggruppati in Tab. 7.2.1 divisi in base a: ● Tipologia Strutturale; ● Elementi Strutturali; ● Progettazione in Capacità; ● Classe di duttilità. Il rapporto di sovraresistenza che i PILASTRI devono avere rispetto alle TRAVI deve essere almeno γRd =1,3 onde evitare formazione di cerniere plastiche nei pilastri che possono portare alla formazione di meccanismi di piano. Mentre nelle vecchie NTC in classe di duttilità bassa CD 'B' -> γ Rd =1,1. L'eccentricità accidentale va calcolata sulla dimensione media e non su quella massima dell'edificio.

Più organiche sono i criteri e i requisiti per la progettazione di: ● elementi secondari; ● elementi non strutturali (§ 7.2.3); ● Impianti (§ 7.2.4); ● elementi di fondazione (§ 7.2.5). Viene definito chiaramente cosa si intende per: Elementi Secondari 'elementi progettati per resistere ai soli carichi verticali'. Controllo limite del 15% per questi elementi secondari anche per la resistenza oltre che per la rigidezza alle azioni orizzontali.

7.2.5 – Requisiti strutturali degli elementi di fondazione

Possibile scelta delle azioni sulle fondazioni tra: ● valori ottenuti ipotizzando un comportamento non dissipativo (sostituisce il riferimento a q=1); ● valori derivanti dalla capacità di resistenza a flessione dei pilastri + taglio di equilibrio; ● valori di calcolo della struttura sovrastante a comportamento dissipativo incrementati mediante γRd.

Scompare la frase 'le fondazioni superficiali devono essere progettate per rimanere in campo elastico'. Si parla esplicitamente di zone dissipative (cerniere plastiche) nei pali.

7.2.6 – Criteri di modellazione della struttura e dell'azione sismica

La domanda sismica può essere valutata considerando gli effetti di interazione terreno‐struttura ma con delle limitazioni per ridurre le azioni sismiche sulla struttura.

7.3 – Metodi di Analisi e Criteri di Verifica

[NOTA BENE!] Questa parte di trascrizione non è aggiornata. Guarda le slides online o effettua il download dell’ebook in pdf

Quanto all'analisi strutturale, sono più articolati i Fattori di Comportamento (q) riduttivi delle sollecitazioni di progetto nell'analisi lineare (§ 7.3.1). (dalla terminologia anglosassone 'behaviour factor' ex Fattori di Struttura).

Introdotta la Tab. 7.3.I – Limiti su q (fattore di comportamento) e modalità di modellazione dell'azione sismica in relazione allo stato limite considerato e l'analisi effettuata.

7.3.1 – Analisi lineare o non lineare

Per le strutture a comportamento strutturale non dissipativo si adotta un fattore di comportamento qND , ridotto rispetto al valore minimo relativo alla CD'B' (Tab. 7.3.II) secondo l'espressione:

L'analisi modale con spettro di risposta rimane comunque il riferimento per determinare gli effetti dell'azione sismica, anche se sono consentite altre analisi, più semplici o più raffinate.

7.3.3.2 – Analisi Lineare Statica

Sono variate alcune formule, in particolare per valutare il periodo di vibrazione e gli spostamenti. Il periodo fondamentale T1 (di vibrazione) viene calcolato in funzione dello spostamento d ottenuto applicando forze orizzontali pari alle masse (adesso non più in funzione dell'altezza).

Formula più precisa, valida per costruzioni con H<40 m la cui massa sia distribuita in modo approssimativamente uniforme lungo l'altezza. La formula indicata per calcolare il periodo è inutilizzabile ai fini di un dimensionamento iniziale perché bisogna conoscere preventivamente lo spostamento d.

7.3.4.2 – Analisi Non Lineare Statica

Vengono eliminate le limitazioni all'uso dell'analisi statica non lineare, prima presenti. L'analisi statica non lineare è praticamente sempre possibile anche se non si raggiunge il 75% di massa partecipante al primo modo. Non sono più precisati gli scopi e i casi in cui si utilizza. È un ulteriore passo verso la diffusione di tale analisi, sicuramente molto importante, in particolare nella verifica di strutture esistenti.

Le combinazioni adesso devono contemplare la concomitanza della azione sismica; ciò comporta il raddoppio del numero delle curve di capacità necessarie per eseguire l'analisi ed un notevole incremento delle sollecitazioni nelle membrature a parità di spostamento di risposta.

7.3.6 – Rispetto dei requisiti nei confronti degli stati limite

Sono ridefiniti (§ 7.3.6) i parametri di verifica ai vari SL e della classe d'uso, di elementi strutturali e non strutturali, impianti.

Per gli elementi strutturali (ST) le verifiche sono:
● di Rigidezza (RIG)
● di Resistenza (RES)
● di Duttilità (DUT)

Per gli elementi non strutturali (NS) la verifica è:
● di Stabilità (STA)

Per gli impianti (IM) le verifiche sono:
● di Funzionamento (FUN)
● di Stabilità (STA)

Nel caso di classe III e IV si prescrivono Limiti di rigidezza per SLO (anziché SLD).

7.3 – Metodi di Analisi e Criteri di Verifica

Le verifiche di Duttilità (DUT) per gli elementi strutturali (ST) § 7.3.6.1 non sono dovute nel caso di progettazione con q≤1,5. Per strutture a comportamento dissipativo, qualora non siano rispettate le regole specifiche dei Dettagli Costruttivi occorrerà procedere a verifiche di duttilità. Le verifiche vanno eseguite anche in classe di duttilità bassa CD 'B'. In alternativa alle verifiche di duttilità si possono rispettare ulteriori dettagli costruttivi: PILASTRI -> formula [7.4.29]; PARETI -> formula [7.4.32]

7.4 – Costruzioni in calcestruzzo

[NOTA BENE!] Questa parte di trascrizione non è aggiornata. Guarda le slides online o effettua il download dell’ebook in pdf

Valutazione della Duttilità degli elementi inflessi con la possibilità di tener conto degli effetti del CONFINAMENTO apportato dalla presenza di ulteriori staffe di armatura (fondamentale per quantizzare l'incremento di capacità specie nei pilastri presso-inflessi). I nuovi elementi di partizione 'duttili' consentono un efficace studio del meccanismo di ribaltamento e fessurazione delle partizioni verticali sotto azione sismica (Tamponature).

Limite di spostamento di piano per le tamponature passa da 0,5% a o,75% dell'altezza di interpiano. Si indirizza il progettista ad una maggior cura dello studio delle tramezzature (costo complessivo di riparazione >50% del totale della ricostruzione post sisma).

Sono introdotte prescrizioni sui Particolari Costruttivi di vari elementi, in specie nelle zone dissipative. Nuova Limitazione di Armatura Trasversale nei Pilastri al fine di favorire un migliore confinamento del calcestruzzo quindi una maggiore duttilità. La distanza tra due barre vincolate consecutive, deve essere non superiore a 15 cm e 20 cm, rispettivamente per CD'A' e CD'B' (7.4.6 – Dettagli Costruttivi per le strutture a comportamento dissipativo). Si intendono 'barre vincolate' quelle direttamente trattenute da staffe o da legature. Le vecchie NTC prescrivevano invece la distanza delle barre non fissate da quelle vincolate (15 in CD'A' e 20 in CD 'B').

Revisione della gerarchia taglio-flessione per i pilastri con limiti meno severi nella verifica a taglio dei pilastri che evitando così il cumularsi di più coefficienti cautelativi. Presenza di nuove Verifiche di nodi trave-pilastro e di pareti. Limite più restrittivo per costruzioni torsionalmente deformabili (7.4.3)

Sono introdotte strutture a pendolo inverso (così come per l'acciaio). Presenza di nuove Verifiche di nodi trave-pilastro e di pareti. Le strutture prefabbricate a portale vengono penalizzate rispetto alle NTC 2008 e all'Eurocodice 8.

7.5 – Costruzioni in acciaio

Le principali modifiche riguardano: ● le caratteristiche dei materiali; ● le verifiche di duttilità; ● i collegamenti. Ridefinizione dei Coeff. di Sovraresistenza (f y,m / f y,k ): ● 1,25 (S235,S275,S355); ● 1,15 (S420,S460). Definizione di nuove tipologie strutturali a mensola o a pendolo inverso. Distinzione tra comportamento strutturale: ● Non dissipativo; ● Dissipativo. Non dissipativo: Semplificazione importante in fase di progettazione con Fattore di Comportamento (ex fattore di struttura): q≤ 1,5. NOTA BENE! (anzichè q=1 come nelle NTC2008). Dissipativo: Per questo modello sono introdotte le Verifiche di Duttilità (par_7.5.3.2). Si definiscono la Domanda e la Capacità in Duttilità Locale. Lo sforzo normale al piede del pilastro per strutture a telaio in cui si prevede la formazione di zone dissipative non deve superare il 30% della sua capacità (N ED /N plRD )≤ 0,3

7.7 – Costruzioni in legno

Precisati importanti aspetti legati al Progetto in Capacità e della conseguente giustificazione della Duttilità attribuita agli elementi strutturali e dei collegamenti, in ragione del Fattore di Comportamento (Tab 7.3.II). Concezione strutturale del comportamento dissipativo (classe di duttilità 'A' o 'B') o non dissipativo. Precisazioni sui Fattori di Sovraresistenza (Tab 7.2.I). Introduzione della tipologia costruttiva X-LAM. Si precisa cosa si intende per 'zone dissipative' e i requisiti che si richiedono in questi tratti.

7.8 – Costruzioni in muratura

Sono riviste le regole di progettazione; in particolare, sono ricalibrati i parametri influenti sul fattore di comportamento, in funzione della tipologia; E' stato ampliato il quadro dei requisiti geometrici (7.8.1.4); Sono forniti i particolari costruttivi (7.8.6.3) richiesti alla muratura confinata.

Per le verifiche fuori piano, l'espressione per l'azione sismica ortogonale, rappresentata dall'accelerazione adimensionalizzata massima (S a ), è stata inserita direttamente nel capitolo sulle murature. Il criterio delle costruzioni semplici è applicabile solo nelle zone in cui (agS) allo SLV è minore o uguale a 0.35g (nelle NTC 2008 era applicabile nelle zone 2, 3 e 4). Diversa definizione del coeff.parziale di sicurezza per la resistenza del materiale, che può essere ridotto del 20% e comunque fino ad un valore non inferiore a 2 rispetto a quello fornito nel Cap. 4 per situazioni non sismiche. (nelle NTC 2008 era fissato di default pari a 2).

La nuova Norma consente di classificare le costruzioni in muratura come moderatamente dissipative e quindi appartenenti alla classe di duttilità CD 'B'. Classificazione concettualmente rilevante! Gli edifici in muratura, anche quelli in muratura ordinaria (non armata), possiedono, a livello di sistema strutturale, una capacità deformativa in campo non lineare e una capacità dissipativa che giustificano le regole progettuali proposte. I limiti ed i requisiti definiti in funzione delle zone sismiche sono stati sostituiti dai valori di accelerazione di ancoraggio dello spettro elastico a g S (SLV). I riferimenti delle NTC08 alla ex zona sismica 4 sono stati sostituiti da un valore di a g S=0,075g.

La Tab. 7.8.II riporta percentuali valide anche per valori di accelerazione di picco al terreno inferiori a 0.075g e quindi coerenti con la pericolosità sismica bassa ( ex 'zona sismica 4' ).

Questa precisazione, che era stata inserita precedentemente nella Circolare Ministeriale
n.617/2009, ha colmato l'assenza nella norma (tra l'altro molto rischiosa) di una % minima
di pareti resistenti nelle due direzioni, peraltro già prescritta nel vecchio D.M.'87

7.9 – Ponti

Sono inserite precisazioni riferite al comportamento dissipativo/non dissipativo, e limitazioni alle possibili riduzioni della risposta sismica.

7.10 – Costruzioni con isolamento e/o dissipazione

[NTC2018] Isolamento Sismico: concetti essenziali, convenienza, costi e novità introdotte dalla normativa tecnica

Per l'adozione delle caratteristiche meccaniche dei dispositivi di isolamento non si fa più riferimento alla vita utile ma al parametro V R (periodo di riferimento). Viene introdotta l'importante considerazione che tiene conto dell'eventuale variazione nel tempo delle caratteristiche meccaniche durante la vita utile del dispositivo di isolamento. E' possibile adottare valori medi delle proprietà meccaniche del sistema di isolamento per tutte le classi d'uso (le NTC 2008 limitavano questa scelta alle classi d'uso I e II). La rigidezza del sistema a comportamento lineare con cui vengono modellate la sottostruttura e la sovrastruttura, deve essere quella corrispondente al comportamento strutturale non dissipativo. Si introduce l'eventuale interferenza nella risposta sismica del sistema isolato con l'interazione terreno-struttura. Per l'analisi dinamica viene introdotta una specifica per i sistemi di isolamento che non sono ubicati subito dopo le fondazioni. In questo caso il modello strutturale da analizzare deve comprendere sia la sottostruttura che la sovrastruttura a meno che la sottostruttura non sia assimilabile ad una struttura scatolare rigida. La sottostruttura ha comportamento assimilabile ad una struttura scatolare rigida quando la sua rigidezza rispetto alle azioni orizzontali è significativamente maggiore di quella della sovrastruttura. Sono introdotte verifiche SLU per sistemi esposti particolarmente al vento e per i ponti. Nel caso di sottostruttura infinitamente rigida (T<0,05s) si considera anche il fattore di amplificazione locale (S). Le vecchie NTC consideravano solo l'accelerazione a g. Non è più possibile ridurre, indipendentemente dal tipo di analisi, il fattore di comportamento a q=1,5 ma adesso la norma specifica i valori di q per l'analisi lineare per gli elementi strutturali e per il terreno nel caso di edifici (q≤1,50) e dei ponti (q=1).  Si introducono criteri per evitare il martellamento di parti contigue o strutture adiacenti in riferimento agli spostamenti allo SLV. Per le verifiche allo SLC e gli spostamenti d 2 dei sistemi di isolamento sono state introdotte indicazioni per gli appoggi mobili e i dispositivi di fine corsa. Per gli aspetti costruttivi, manutenzione e sostituibilità cambia la parte iniziale del primo paragrafo e scompare il riferimento alla durabilità specifica nel caso della gomma e del teflon.

7.11 – Opere e sistemi geotecnici

Lettura delle varie fasi della progettazione più chiara in linea con gli Eurocodici (EC). Novità per la Classificazione sismica del sottosuolo con scelta della metodologia di valutazione delle onde di taglio del terreno a discrezione del progettista. Viene stabilito che nelle Verifiche SLU i coefficienti parziali sulle azioni e sui parametri geotecnici sono da assumersi pari all’unità mentre quelli sulle resistenze di progetto secondo i rispettivi capitoli pertinenti. Riguardo allo SLD delle fondazioni sono consentite semplificazioni nella valutazione del coefficiente di sicurezza ɣR. Per le fondazioni superficiali ɣ R in condizioni particolari è pari a 1.8 rispetto al 2.3 della vecchia norma.

Risulta più chiara l'analogia del fattore q con il coeff. di duttilità ß che opera una riduzione dell'accelerazione massima attesa al sito in funzione degli spostamenti irreversibili ammessi ß può essere preso minore di 1 solo superando il valore dell'accelerazione critica del sistema

Capitolo 8 -Costruzioni esistenti

8.4 – Classificazione degli interventi

Sono meglio definiti i criteri per la valutazione della sicurezza e per la progettazione degli interventi, a seconda delle categorie di lavoro. Categorie di Intervento: i) Riparazione o Intervento Locale; ii) Miglioramento; iii) Adeguamento – (ordine invertito rispetto a NTC 2008). i) Intervento Locale: Sono state maggiormente specificate le finalità e le condizioni. ii) Miglioramento: Per la combinazione sismica il valore di ζ E può essere minore dell'unità con ζ E = rapporto fra l'azione sismica resistente (CAPACITA') e quella prescritta (DOMANDA). Dopo l'intervento di miglioramento: Edifici Classe d'uso III (scuole) e IV: ζ E ≥ 0,6 -> 60%*; Edifici Classe d'uso II e III (NO scuole): ζ E ≥ 0,1 -> 10%*. Nel caso di interventi che prevedano l'impiego di sistemi di isolamento ζ E = 1 -> 100%* per la verifica del sistema di isolamento (*incremento del livello di sicurezza sismico minimo richiesto per l'adeguamento). iii) Adeguamento: Precisazioni in particolare, per gli interventi con variazione di classe e/o di destinazione d'uso senza modifiche strutturali: ζ E può ridursi da 1,0 a 0,8.* (*Precisazione nata dopo la sentenza che nei mesi scorsi ha obbligato la chiusura di una scuola in provincia di Grosseto. Se l'intervento è limitato all’introduzione di nuovi elementi verticali portanti su cui grava più del 50% dei carichi gravitazionali complessivi riferiti al singolo piano si ricade nell’adeguamento: > 50% -> ζ E ≥ 1,0; Se i carichi gravanti sono meno del 50%: < 50% -> ζ E ≥ 0,8

8.5 – Definizione del modello di riferimento per le analisi

Al par. 8.5 sono stati meglio definiti i Livelli di Conoscenza (LC). Si precisa che le prove per la caratterizzazione dei materiali vanno eseguite da laboratori ufficiali

8.7 – Progettazione degli interventi in presenza di azioni sismiche

Il par. 8.7, denominato Progettazione degli interventi, precisa le verifiche da eseguirsi per ogni tipo di intervento.

Capitolo 9 – Collaudo statico

Il capitolo rimane pressoché invariato, stante che viene trattato in norme primarie, come il DPR 380/2001 e altre.

Capitolo 10 – Redazione dei progetti strutturali

Il capitolo è stato articolato in più paragrafi, senza sostanziali alterazioni della sostanza ma con limitate modifiche di tipo redazionale. Ad es.: al 10.2.2, la dizione 'Validazione indipendente del calcolo strutturale' è stata cambiata in 'Valutazione indipendente del calcolo strutturale', al fine di non confonderla con la Validazione dei progetti, di cui al Codice degli Appalti.

Capitolo 11 – Materiali e prodotti per uso strutturale

11.1 – Generalità

Il cap.11 è quello che ha subito le maggiori revisioni, in ragione dell'intervenuto Regolamento UE (CPR), che fissa i Requisiti di base (RB) e le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione. Si è introdotta una definizione più puntuale dei materiali e prodotti per uso strutturale, che consentono a un'opera che li incorpora di soddisfare le prestazioni relative al RB n. 1: Resistenza meccanica e stabilità; Sono quindi aggiornate le definizioni, fra cui quella di: ● Valutazione Tecnica Europea (European Technical Assessment – ETA) (ex Benestare Tecnico Europeo); ● Certificato di Valutazione Tecnica CVT (ex CIT); ● Dichiarazione di prestazione (ex Dd conformità). Viene chiarito che il CVT è rilasciato sulla base diLinee Guida del C.S. LL.PP. ove disponibili e viene prevista una norma transitoria per i CIT in corso. Infine, è introdotta una procedura delegificata per aggiornare le norme UNI richiamate nelle NTC, che ne consente il tempestivo allineamento a quelle EN e ISO di riferimento, nonché alle altre UNI.

11.2 – Calcestruzzo

Riguardo ai Controlli di qualità del calcestruzzo, sono introdotti chiarimenti per le varie operazioni e distinzioni di responsabilità per i controlli in opera. Sui componenti del calcestruzzo sono apportati miglioramenti, in particolare per gli aggregati da riciclo. Sul calcestruzzo fibrorinforzato il riferimento è alle disposizioni del C.S. LL.PP.

11.3 – Acciaio

Terminologia e procedure sono state allineate al CPR e migliorate, al fine di garantire la tracciabilità del prodotto. Per gli acciai da c.a. e c.a.p, sono state adeguate le prescrizioni, in particolare relativamente ai controlli anche nei centri di trasformazione e ai tralicci e reti elettrosaldati. Per gli acciai da carpenteria, ci si è adeguati alla UNI EN 1090-1, contemplando anche la marcatura CE di elementi prelavorati. Si sono distinti i centri di prelavorazione dai centri di produzione di elementi. I controlli di produzione, in stabilimento per la qualificazione e di accettazione in cantiere, sono meglio definiti. Vi sono poi nuove prescrizioni sulle caratteristiche degli acciai per strutture antisismiche.

11.4 – Ancoranti per uso strutturale e giunti di dilatazione

Titolo e contenuto sono nuovi rispetto al precedente Materiali diversi dall’acciaio per armatura di c.a..

11.5 – Sistemi di precompressione a cavi post-tesi e tiranti di ancoraggio

Le modifiche sono modeste; vengono riferite le due Linee Guida per il rilascio della certificazione emanate dal C.S. LL.PP..

11.6 – Appoggi strutturali

Si hanno solo alcuni ritocchi.

11.7 – Materiali e prodotti a base di legno

Sono inseriti riferimenti alle norme europee oggetto di profonde revisioni in sede comunitaria: ● UNI EN 14080; ● UNI 14081. Per l'obbligo di Certificazione per i prodotti in legno massiccio a sezione rettangolare e legno lamellare sono state modificate le parti relative ai centri di trasformazione e alla loro qualificazione. Aggiornate tutte le indicazioni per le procedure di identificazione come pure i controlli di accettazione in cantiere, e le relative prove sperimentali.

11.8 – Componenti prefabbricati in c.a. e c.a.p.

Le modifiche, essenzialmente formali, riguardano una migliore definizione dei termini e dei riferimenti alle norme armonizzate. Introduzione dell'obbligo di qualificazione per i dispositivi meccanici di collegamento.

11.9 – Dispositivi antisismici

[NTC2018] Isolamento Sismico: concetti essenziali, convenienza, costi e novità introdotte dalla normativa tecnica

Il titolo è stato esteso ai Dispositivi di controllo delle vibrazioni e il contenuto a quanto previsto dalla norma europea armonizzata UNI EN 15129. Le procedure di qualificazione sono state aggiornate al CPR. Le procedure di accettazione in cantiere sono state integrate riguardo ai metodi di prova e al numero di prove, con possibilità di utilizzare in parte anche quelle di controllo in fabbrica (FPC).

11.10 – Muratura portante

Sono apportate limitate modifiche redazionali e di precisazione riguardo alle prove di accettazione.

Capitolo 12 – Riferimenti tecnici

Il Servizio Tecnico Centrale del CSLLPP in accordo con il CNR e UNI aggiorna l'elenco dei documenti normativi, che possono rappresentare riferimenti di comprovata validità a integrazione delle NTC. In particolare con norme ISO, EN e UNI, oltre a essere esteso virtualmente ad altre norme internazionali. E' responsabilità del progettista garantire espressamente livelli di sicurezza coerenti con quelli delle presenti Norme tecniche

Let's review some concepts

  • Eurocode (EC): Sono norme europee per la progettazione strutturale. Si affiancano alle norme nazionali vigenti e consentono l’utilizzo di criteri di calcolo adottabili anche all’estero.
  • NAD: National Application Document for the use of ENV Eurocodes at the National level.
  • CPR: Regolamento Europeo n.305/2011 (Construction Products Regulation – CPR). Sostituisce il Construction Products Directive – CPD.
  • CVT (ex CIT): Certificato di Valutazione Tecnica (ex CIT: Certificazione di Idoneità Tecnica all'impiego) richiesto dal produttore al Servizio Tecnico Centrale del CSLP.
  • CSLP: Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Esamina proposte di legge e di normativa tecnica. Certificazioni, qualificazioni e Sicurezza

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# ChangeLog
All notable changes to this project will be documented here
[WiP] = Work in Progress -> Release non ancora disponibile per il download
[TrA] = Trascrizione in Progress -> Slide non ancora trascritte nel post
# Ver.(2018.07.21_v1d): [WiP] Rev. CAP.7.3 - Pushover (Analisi Statica non lineare)
# Ver.(2018.07.20_v1d): [WiP] Rev. CAP.7 - Esempio Capacity Design - Duttilità - Verifica Nodi
# Ver.(2018.07.17_v1d): [TrA] Added Slide introduttiva contenuto ebook
# Ver.(2018.07.16_v3d): [TrA] Added Intro + Rif. Circolare CAP.8 - Costruzioni Esistenti
# Ver.(2018.07.16_v2d): [TrA] Rev. CAP.4.1.2.3.4.2 - Verifiche di Resistenza e Duttilità
# Ver.(2018.07.16_v1d): [TrA] Added CAP.7.4.4.3 - Costruzioni in cls - Nodi Trave-Pilastro
# Ver.(2018.07.13_v9d): [TrA] Rev. CAP.7.3.4.2 - Analisi Statica non Lineare
# Ver.(2018.07.13_v8d): [TrA] Rev. CAP.7.3.3.2 - Analisi Statica Lineare
# Ver.(2018.07.13_v7d): [TrA] Rev. CAP.7.3.6 - Nota SLD verifica di Resistenza
# Ver.(2018.07.13_v6d): [TrA] Rev. CAP.7.3 - Metodi di Analisi e Criteri di Verifica
# Ver.(2018.07.13_v5d): [TrA] Rev. CAP.7.2 - Comportamento dissipativo e non dissipativo
# Ver.(2018.07.13_v4d): [TrA] Added CAP.4.1.2.3.4.2 - Verifiche di Resistenza Duttilità
# Ver.(2018.07.13_v3d): [TrA] Rev. CAP.4.1.2.1.2.1 - Calcestruzzo Confinato
# Ver.(2018.07.13_v2d): [TrA] Rev. CAP.7.4 - Comportamento non dissipativo strutture in C.A.
# Ver.(2018.07.13_v1d): Pubblicazione eBook NTC2018 - Summer Edition
# Ver.(2018.07.10_v1d): [TrA] Rev. CAP.7.3.6.1 - Verifiche di Duttilità Elementi Strutturali
# Ver.(2018.07.09_v2d): [TrA] Rev. CAP.8.5.3 - Caratterizzazione Meccanica dei Materiali
# Ver.(2018.07.09_v1d): [TrA] Added CAP.11.2 - Prescrizioni comuni Controlli di Accettazione CLS
# Ver.(2018.05.25_v2d): [TrA] Rev. CAP.3.1.4 - Azioni e Sovraccarichi
# Ver.(2018.05.25_v1d): [TrA] Added CAP.2.5.2 - Caratterizzazione delle azioni elementari
# Ver.(2018.05.24_v9d): Added CAP.7.3.4.2 - Analisi Statica non Lineare
# Ver.(2018.05.24_v8d): Added CAP.7.2.6 - Criteri di modellazione della struttura e dell'azione sismica
# Ver.(2018.05.24_v7d): Added CAP.7.2.5 - Requisiti strutturali negli elementi di fondazione
# Ver.(2018.05.24_v6d): [TrA] Rev. CAP.7.4 - Revisione della Gerarchia taglio-flessione pilastri
# Ver.(2018.05.24_v5d): Rev. CAP.7.3.6 - Rispetto dei requisiti nei confronti degli SL
# Ver.(2018.05.24_v4d): Added CAP.7.3.3.2 - Analisi lineare statica
# Ver.(2018.05.24_v3d): Rev. CAP.7.2.2 - Comportamento strutturale dissipativo e non
# Ver.(2018.05.24_v2d): Added CAP.7.3.1 - Analisi lineare o non lineare - Fattore q ridotto
# Ver.(2018.05.24_v1d): Rev. Credits and ChangeLog
# Ver.(2018.05.23_v4d): Rev. CAP.3.2.2 - Categorie di Sottosuolo
# Ver.(2018.05.23_v3d): Rev. CAP.6 - Progettazione geotecnica - Verifica stabilità globale AP1 
# Ver.(2018.05.23_v2d): Rev. CAP.4.1 - Classi di Resistenza Calcestruzzo
# Ver.(2018.05.23_v1d): Added CAP.4.1.2.1.2.1 - Legame costitutivo calcestruzzo confinato
# Ver.(2018.05.10_v1d): Rev. CAP.6.5.3.1.1 - Muri di Sostegno (Ing. G.D'Angelo - Palermo) 
# Ver.(2018.05.09_v6d): Rev. CAP.7.11 - Opere e sistemi geotecnici
# Ver.(2018.05.09_v5d): Added CAP.6.5.3.1.1 - Muri di Sostegno (Ing. G.D'Angelo - Palermo)
# Ver.(2018.05.09_v4d): Added CAP.6.2.2 - Indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica
# Ver.(2018.05.09_v3d): Rev. CAP.6 - Progettazione geotecnica - Approcci Progettuali AP1/AP2 
# Ver.(2018.05.09_v2d): Rev. CAP.3.2.2 - Categorie di sottosuolo
# Ver.(2018.05.09_v1d): Rev. CAP.2.6 - Stati Limite Strutturali e Geotecnici
# Ver.(2018.04.23_v4d): Added CAP.3.1.4 - Sovraccarichi variabili scale + esempio masse sismiche
# Ver.(2018.04.23_v3d): Added CAP.2.6 - Azioni nelle verifiche agli stati limite
# Ver.(2018.04.23_v2d): Added CAP.7.2 - Added Classe di duttilità media e zone dissipative
# Ver.(2018.04.23_v1d): Rev. CAP.7.8 - Costruzioni in Muratura
# Ver.(2018.04.20_v4d): Rev. CAP.4.5 e CAP 7.8 - Costruzioni in Muratura
# Ver.(2018.04.20_v3d): Rev. CAP.7.2 e 7.3 - Add multilple TABS
# Ver.(2018.04.20_v2d): Rev. CAP 4.1 - Added TAB Classi di Resistenza CLS C30/37
# Ver.(2018.04.20_v1d): Rev. CAP.2 - Sicurezza e Prestazioni Attese
# Ver.(2018.03.22_v1d): Update Disposizioni Transitorie con Circolari CNI
# Ver.(2018.03.22_v1d): Added. Disposizioni Transitorie D.M. 17.01.2018 - Art.2
# Ver.(2018.03.21_v2d): Rev. CAP.7 - Costruzioni in Calcestruzzo
# Ver.(2018.03.21_v1d): Add. CAP.7.3 - Metodi di Analisi e Criteri di Verifica
# Ver.(2018.03.07_v1d): Rev. CAP.8.4 – Classificazione degli interventi di Miglioramento
# Ver.(2018.03.06_v3d): Rev. Template and Minor Bug Fixed
# Ver.(2018.03.06_v2d): Rev. CAP.11.9 - Dispositivi antisismici
# Ver.(2018.03.06_v1d): Rev. CAP.7.10 - Costruzioni con isolamento e/o dissipazione
# Ver.(2018.02.26_v2d): Rev. CAP.7.0/7.2 - Progettazione per Azioni Sismiche
# Ver.(2018.02.26_v1d): Rev. CAP.12 - Riferimenti Tecnici
# Ver.(2018.02.22_v3d): Rev. Intro e Riferimenti alla normativa UE
# Ver.(2018.02.22_v2d): Update CAP.7.4 - Costruzioni in Calcestruzzo
# Ver.(2018.02.22_v1d): Update CAP.7.1 - Criteri generali progettazione antisismica
# Ver.(2018.02.21_v4d): Inseriti Link Veloci Indice Capitoli
# Ver.(2018.02.21_v3d): Rev. CAP.4.5 - Costruzioni in Muratura
# Ver.(2018.02.21_v2d): Rev. CAP.2/3 - Parte Generale e Azioni sulle Costruzioni
# Ver.(2018.02.21_v1d): Update CAP.8 - Costruzioni Esistenti
# Ver.(2018.02.20_v1d): Aggiornamento riferimenti pubblicazione DM NTC2018 in GU + indice capitoli
# Ver.(2018.02.17_v4d): Update CAP.6/7.11 - Opere Geotecniche
# Ver.(2018.02.17_v3d): Update CAP.4.4/7.7/11.7 - Strutture in Legno
# Ver.(2018.02.17_v2d): Added Concept - CSLP + CVT (ex CIT) Certificato di Valutazione Tecnica
# Ver.(2018.02.17_v1d): Update CAP.7 - Strutture in Acciaio + Update Credits
# Ver.(2018.02.16_v2d): CAP.7 - Strutture in Acciaio (Fix formula coeff.sovraresistenza acciaio)
# Ver.(2018.02.16_v1d): Update CAP.4/7 - Strutture in CLS e in Acciaio
# Ver.(2018.02.14_v1d): Rev. CAP.8 - Costruzioni Esistenti + Classificazione Interventi 
# Ver.(2018.02.13_v4d): Adattamento grafico e impaginazione slides 
# Ver.(2018.02.13_v3d): Rielaborazione formato ebook 
# Ver.(2018.02.13_v2d): Update Intro e CAP.7
# Ver.(2018.02.13_v1d): Pubblicazione online su LabTecDesign

Diego Lallopizzi

Svolgo la libera professione come Ingegnere Edile. Mi occupo di Progettazione (BIM) Architettonica e Strutturale curando anche aspetti relativi alla Classificazione del Rischio Sismico degli edifici esistenti (cit. SismaBonus). Prediligo l'utilizzo di materiali e tecniche innovativi con un occhio sempre attento alla riqualificazione energetica e al comfort termoacustico sia dell'involucro dell'edificio che degli impianti.

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