Le principali novità della bozza di aggiornamento delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni NTC

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E’ disponibile il testo di revisione per le nuove NTC, a seguito delle modifiche intercorse dalla procedura di concerto interministeriale. Il 14 novembre 2014 il Consiglio Superiore Lavori Pubblici (CSLP – http://www.cslp.it/) ha dato parere favorevole alla bozza del testo delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC), che aggiorna e rivede le precedenti, datate 2008. Dopo gli ultimi passi dell’iter approvativo avverrà la pubblicazione delle nuove NTC su Gazzetta Ufficiale che andranno a sostituire le attuali NTC del D.M. 14.01.08.  La pubblicazione ufficiale in gazzetta è prevista entro la fine del 2016. A seguire una rassegna stampa dei principali commenti e delle critiche degli esperti e delle associazioni del settore che hanno partecipato attivamente alla revisione della normativa tecnica analizzando nel dettaglio le principali novità presenti nell’ultima bozza.

[2016.10.13] Update ultima versione bozza NTC settembre 2016
[2016.02.21] Inseriti link ad altri approfondimenti

Premessa

Le nuove NTC sono divise in 12 capitoli (oggetto, sicurezza, azioni, costruzioni civili e industriali, ponti, geotecnica, sismica, costruzioni esistenti, collaudo, progetti, materiali, riferimenti).

Il testo in bozza è comprensivo delle revisioni e delle correzioni apportate in corso di discussione, pertanto non è un documento ufficiale. Resta comunque un valido e completo strumento informativo che permette ai professionisti tecnici di comprendere nel dettaglio le novità principali del testo e il loro impatto futuro sulla professione. Prima di diventare operativo, il testo dovrà passare dalla Conferenza Stato-Regioni, per poi essere emanato tramite decreto ministeriale.


 

[2014.06.03] – Revisione delle NTC08: per Lupi saranno pronte prima dell’estate

http://www.ediltecnico.it/26431/revisione-delle-ntc08-per-lupi-saranno-pronte-prima-di-estate/

Inizieranno ai primi di questo mese i lavori del tavolo tecnico per una riforma complessiva degli appalti pubblici in Italia e, dato ancora più interessante, prima dell’estate si procederà all’aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni (le c.d. NTC08).

A dirlo è stato il Ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi, che è intervenuto al convegno Aprire il mercato dei lavori pubblici: le proposte degli ingegneri, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri, dalla Consulta Regionale Ordini Ingegneri della Lombardia e dall’Ordine degli Ingegneri di Milano.

Riforma degli appalti pubblici e revisione delle NTC08 devono seguire un percorso parallelo, dice il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, intervenuto al convegno.

“Nel settore dei lavori pubblici – precisa il numero uno degli Ingegneri – la normazione tecnica può svolgere un servizio di razionalizzazione, andando incontro alle esigenze del Paese, favorendo un processo che coinvolga la società civile sul principio dell’autoregolamentazione, regolando aspetti specifici del settore, prima che su questi insorgano problemi; questi ultimi invece necessitano dell’intervento della norma giuridica e quindi dell’intervento dello Stato”.

Per il presidente dell’UNI, Piero Torretta, le norme tecniche sono ormai obsolete, non avendo riferimenti aggiornati allo stato dell’arte.

Nell’occasione, non manca una frecciata alla pubblica amministrazione, da parte del presidente del CNI che, ribadendo la necessità di riportare al centro del settore delle costruzioni il momento della progettazione ha aggiunto che “La pubblica amministrazione tende ad avocare a sé le operazioni di progettazione i cui lavori finiscono solitamente per essere poi comunque affidati alle aziende in un sistema di appalti integrati, con la conseguenza che il controllo finale si perde totalmente”.

Infine Torretta ha lanciato la proposta, in fase di revisione delle NTC08, di implementare il meccanismo di aggiornamento automatico di riferimento alla normativa tecnica.


[2014.11.14] – Via libera alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

http://www.edilportale.com/news/2014/11/normativa/via-libera-alle-nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni_42568_15.html

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aggiorna le NTC del 2008. Standard antisismici differenziati tra edifici nuovi ed esistenti

 Via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. Nella seduta di questa mattina, l’organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture ha approvato a maggioranza l’aggiornamento delle NTC 2008.

Tra i due testi all’esame dell’assemblea plenaria del CSLLPP è stato approvato a sorpresa quello più innovativo (lo pubblicheremo a breve) che, per gli edifici esistenti, richiede un adeguamento antisismico con criteri differenti (e meno stringenti) rispetto al nuovo.

L’opportunità o meno di differenziare gli standard di sicurezza sismica tra edifici esistenti e nuove costruzioni è stata al centro di un lungo dibattito: applicare all’esistente le norme antisismiche che valgono per il nuovo avrebbe creato obblighi troppo onerosi o materialmente inapplicabili.  È stata scelta l’opzione di differenziare tali obblighi, riservando alle nuove costruzioni gli standard più elevati.

A favore del testo approvato hanno votato i Consigli nazionali degli Architetti e degli Ingegneri.

Indignato per l’esito del voto di oggi il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano. “Abbiamo fatto una proposta migliorativa – ha detto a Edilportale – finalizzata a rendere il modello geologico coerente con quello geotecnico, come nella normativa previgente al 2008. Un progetto non può prescindere dalle caratteristiche del sottosuolo; nella pratica esse vengono acquisite, ma le nuove NTC non lo pongono come obbligo. Gli Ingegneri erano d’accordo con la nostra proposta, ma il CSLLPP non l’ha accolta” – ha detto Graziano.

“Da una parte il Governo con Italiasicura ci chiama per essere parte integrante del Piano di messa in sicurezza del territorio mentre dall’altra, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo tecnico dello Stato, relega la geologia in un angolo non comprendendo quanto sia importante sviluppare politiche per il territorio attraverso progetti coerenti ed efficaci. Troppe volte abbiamo costruito opere inutili e dannose”  – ha concluso Graziano.

“Siamo soddisfatti per la conclusione della controversa vicenda della revisione delle NTC, che si protraeva ormai da anni, e per l’approvazione di un testo condiviso dal Consiglio Nazionale degli Architetti”. Così Rino La Mendola, vicepresidente del CNAPPC e componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. “È stata scelta la soluzione che rende più semplici gli interventi sugli edifici esistenti – ha continuato -, contro quella che sanciva lo status quo della vecchia normativa, e che rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari per il Paese, quali quelli finalizzati alla rigenerazione urbana sostenibile. Riteniamo particolarmente positiva l’introduzione dei coefficienti di riduzione sismica per le verifiche sulle costruzioni esistenti – ha spiegato La Mendola -, nella consapevolezza che sarebbe demagogico pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione”.

 La Mendola ha anche ricordato che “nel nostro Paese oltre 6 milioni di edifici sono a rischio sismico; oltre il 70% del totale degli edifici è stato realizzato prima delle norme antisismiche, tra questi oltre il 50% delle scuole, che dovrebbero essere i luoghi più sicuri; il 55% degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita, oltre 11 milioni di edifici sono in stato di conservazione mediocre o pessimo e si avvia rapidamente a fine vita. Siamo ben consapevoli – ha concluso il vicepresidente CNAPPC – che si poteva fare di più e meglio, ma nel complesso la nostra valutazione è positiva: viene, infatti, tracciato un percorso per la definizione di una normativa in linea con le regole europee, che, al tempo stesso, è in grado di offrirci strumenti necessari per il recupero, il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Il nuovo testo delle NTC è stato presentato per la prima volta in CSLLPP nel luglio 2013. Da allora i tecnici hanno proseguito la revisione dei diversi capitoli. Quello approvato oggi è stato licenziato commissione relatrice il 20 ottobre scorso.

E infatti il voto sulle nuove NTC era previsto per il 24 ottobre scorso; in quella seduta però non si raggiunse il numero legale e la riunione fu rinviata di tre settimane.

Il documento approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici dovrà ora passare in Conferenza Stato-Regioni per poi confluire in un decreto interministeriale, redatto dal Ministero delle Infrastrutture, da quello degli Interni e dal Dipartimento della Protezione civile. Poi sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sostituirà le NTC 2008 (DM 14 gennaio 2008).


[2014.11.17] – Norme tecniche per le costruzioni, c’e’ l’ok dal Consiglio superiore dei lavori pubblici

http://www.ingegneri.info/norme-tecniche-per-le-costruzioni-c-e-l-ok-dal-consiglio-superiore-dei-lavori-pubblici_news_x_25279.html?

L’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha raggiunto l’accordo sulla nuova proposta di norme tecniche per le costruzioni (NTC)

L’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp) ha approvato le nuove Norme tecniche per le costruzioni (NTC). Dopo il nulla di fatto della seduta del 24 ottobre 2014, l’organo tecnico del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha raggiunto nell’incontro del 14 novembre 2014 l’ok sulla proposta che va ad aggiornare le Norme tecniche del 2008, definite dal decreto ministeriale del 14 gennaio 2008 (in G.U. n. 29 del 4 febbraio 2008).

La novità più rilevante del testo approvato, è quella che riguarda l’introduzione dei coefficenti ridotti per le verifiche su alcune tipologie di edifici, in particolare quelli esistenti: viene così ad essere risolto uno dei punti principali di discussione sulle nuove Ntc finora, ovvero la possibilità di equiparare gli standard legati all’adeguamento sismico sia per gli edifici esistenti che quelli nuovi, opportunità che secondo i più critici avrebbe reso le norme antisismiche più difficilmente applicabili, poiché troppo onerose.

Nonostante le discussioni sul tema, il testo è stato votato a larga maggioranza dalle varie professioni (compresi Architetti e Ingegneri), con la sola eccezione dei Geologi, che hanno espresso voto negativo.

Prima di diventare operativo, il testo dovrà passare dalla Conferenza Stato-Regioni, per poi essere emanato tramite decreto ministeriale.


[2014.11.18] – Nuove Norme tecniche per le costruzioni, per il CNI ‘un compromesso necessario’

http://www.ingegneri.info/nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni-per-il-cni-un-compromesso-necessario-_community_news_x_3058.html

Il Cni spiega perché ha votato a favore delle nuove Norme tecniche per le costruzioni (NTC) nonostante le molte perplessità’. E chiede la riorganizzazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici

Lo scorso 14 novembre 2014 l’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato il testo che definisce le nuove Norme tecniche per le costruzioni (Ntc), in aggiornamento delle ultime norme valide (dm 14 gennaio 2008).

Sebbene il testo approvato abbia ricevuto un voto a larga maggioranza dalle varie rappresentanze delle professioni tecniche, ci sono stati dubbi, perplessità e alcune voci dissonanti. Lo conferma il comunicato rilasciato in seguito alla seduta dal Consiglio nazionale ingegneri, che ha parlato di ‘perplessità’ e di una soluzione “accettabile, anche se non la più soddisfacente”.

Afferma Armando Zambrano, presidente Cni:

“Il Cni non è certo soddisfatto dell’esito del lavoro del Consiglio superiore dei lavori pubblici, durato oltre quattro anni, per l’adeguamento delle norme tecniche 2008. Abbiamo sempre ritenuto infatti che la revisione dovesse essere finalizzata ad agevolare, soprattutto per le costruzioni esistenti, una più diffusa realizzazione degli interventi di adeguamento o miglioramento. Nonostante questo, i nostri rappresentanti, sia nella Commissione relatrice sia in Consiglio, hanno cercato di porre un argine ai tentativi di “restaurazione” della norma 2008, che andava invece profondamente cambiata”.

Per Zambrano sarebbe stata auspicabile “una maggiore attenzione sulle tecniche e sui materiali innovativi” e “una semplificazione complessiva delle norme per consentire una valorizzazione delle risorse intellettuali e professionali dei progettisti”. Ripercorrendo le fasi dei lavori, il Presidente del Cni sottolinea come a partire dall’ottobre del 2012, “quando era pronta per l’approvazione una norma da noi condivisa si sia assistito ad un progressivo smontaggio del testo presentato”. Ma pur con mille difficoltà “il nostro lavoro ha ottenuto quantomeno che si individuasse una soluzione più accettabile anche se non pienamente soddisfacente”.

Il Consiglio afferma di aver voluto prediligere alla facile strada della protesta fine a se stessa, o alla tentazione di ricercare, attraverso la revisione delle norme, una accentuazione della propria specificità professionale, “la strada del concretezza, della responsabilità, della prospettiva e dell’interesse generale”.

Zambrano non nega che si sarebbe potuto votare contro, ma il rischio era di dare l’impressione di una “nostra volontà di non voler modificare le norme con il rischio di veder passare un testo ancora peggiore”. Il presidente evidenzia inoltre “l’impegno del Cni sul fronte della normativa tecnica che sta acquisendo consensi sia da parte dei Ministeri che di istituzioni parlamentari, avente l’obiettivo di rivedere il meccanismo di produzione delle norme tecniche in questo Paese, distinguendo tra legislazione (cogente) da affidare allo stato e normazione (volontaria) da ottenere con meccanismi di consultazione pubblica (v. norme Uni) su testi semplici e comprensibili elaborati da commissioni di esperti rappresentanti diversi organismi ed interessi, come avviene in tantissimi paesi europei, con evidenti vantaggi in tema di efficienza”.

Infine, afferma il presidente Cni,

“come il ritardo con cui si sono approvate le norme, peraltro, a giudizio pressoché generale, sostanzialmente insoddisfacenti, deve far riflettere sulla funzione del Consiglio superiore del lavori pubblici, attualmente pletorico, il quale va senz’altro riorganizzato e rinnovato, come tanti altri organismi che in Italia non riescono a rispondere con rapidità ed efficienza alle reali esigenze della collettività”.


[2014.11.18] – Le nuove Norme tecniche per le costruzioni dividono le professioni

http://www.ingegneri.info/le-nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni-dividono-le-professioni_news_x_25290.html

Architetti, Ingegneri e Geometri favorevoli, Geologi contrari alla bozza A approvata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici: ma qual e’ il punto su cui si discute di più’?

Il 14 novembre scorso, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato, a maggioranza, l’aggiornamento delle Norme tecniche delle costruzioni (Ntc) di cui al Dm 14 gennaio 2008. Le nuove norme, basate sulla bozza A, il cd “testo Braga”, mantengono il riferimento agli Eurocodici e stabiliscono una differenziazione nell’adeguamento antisismico tra gli edifici nuovi e quelli esistenti, con riduzione dei coefficienti per interventi su particolari edifici e livelli più elevati per le nuove costruzioni.

La Rete delle Professioni Tecniche non ha dimostrato compattezza nella votazione, nonostante il documento congiunto non sia stato preso in considerazione dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Hanno votato a favore delle nuove norme i rappresentanti degli Architetti, degli Ingegneri e dei Geometri, mentre i Geologi hanno espresso una posizione fortemente critica sul testo approvato.

Secondo Rino La Mendola, Vice Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, “l’introduzione dei coefficienti ridotti per le verifiche negli edifici esistenti è corretta perché nasce dalla consapevolezza che non possiamo pretendere che le strutture esistenti siano paragonabili a edifici nuovi. Renderanno più fattibili gli interventi e questo ci consentirà di recuperare molti edifici, combattendo il fenomeno dell’abbandono a favore della riqualificazione del patrimonio esistente.”

Il Presidente del Cni Armando Zambrano ha affermato che “la revisione doveva essere finalizzata ad agevolare, soprattutto per le costruzioni esistenti, una più diffusa realizzazione degli interventi di adeguamento o miglioramento. Il nostro lavoro ha ottenuto quantomeno che si individuasse una soluzione più accettabile anche se non soddisfacente, su cui abbiamo votato favorevolmente, anche per evitare che potesse prevalere quella peggiore”.

Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi ha sottolineato come il nuovo testo non accolga le proposte riguardanti l’ampliamento dei contenuti della relazione geologica, la coerenza dei modelli geologico e geotecnico, l’unificazione delle campagne di indagini geognostiche e geotecniche e l’estensione al geologo della responsabilità nella scelta delle indagini, e ha dichiarato: “purtroppo si è preferito lasciare tutto com’era, facendo emergere una dicotomia fra geologia e geotecnica, che per noi è antistorica, non scientifica, irrazionale e foriera di grandi problemi nel tempo a venire.”

L’Ing. Domenico Perrini, del Cslp, ha così motivato la sua dichiarazione di voto: “il testo disattende le aspettative dei professionisti e di tutta filiera delle costruzioni, in quanto non va nella direzione di una semplificazione dei metodi e dei processi, non facilita i controlli e non aumenta la sicurezza reale delle costruzioni. Comunque, considerata la improponibilità di rinviare ulteriormente la conclusione dei lavori, esprimo parere favorevole alla soluzione A, che rende meno gravosi gli interventi di adeguamento sui fabbricati esistenti, ritenendo tali norme un piccolo passo avanti verso il recepimento degli Eurocodici.”

L’iter di approvazione delle nuove Ntc prosegue in sede di conferenza Stato-Regioni e si concluderà con un decreto dei Ministeri delle Infrastrutture e degli Interni e del Dipartimento della Protezione civile.


[2014.11.19] – Norme Tecniche Costruzioni: approvate dal Consiglio Superiore

http://www.edilio.it/norme-tecniche-costruzioni-approvate-dal-consiglio-superiore/p_21829.html?

Approfondimento sulle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni: approvate dal Consiglio Superiore. Di Andrea Dari, Direttore Tecnico SAIE

Venerdì 14 novembre, dopo 4 anni di lavori è stato approvato dall’Assemblea del Consiglio Superiore dei LLPP il testo delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. Va precisato subito, per non generare alcuna confusione, che non si è concluso con questo passaggio l’iter che porterà alla pubblicazione del documento. Ora si passerà alla conferenza stato regioni, poi vi saranno ulteriori passaggi.

Si è così superato uno “scalino” critico, su cui da tempo si era bloccato il processo di ridefinizione del principale testo normativo nazionale su progettazione e realizzazione nelle costruzioni, uno scalino lungo 4 anni.

NTC 2008

Ricordiamo che già le cosiddette NTC 2008 erano uscite al termine di un convulso processo normativo iniziato nel 2003 con una Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri, seguita da due correzioni pubblicate su due G.U. e da nuove Ordinanze emanate per rimediare ad errori o per rinviare l’applicazione delle NTC.

  • Con DM 14.1.2008 vennero finalmente di nuovo varate le “Norme tecniche per le Costruzioni”. Queste prevedevano un periodo transitorio di diciotto mesi (scadenza giugno 2009) nel quale era consentita la possibilità di applicazione, in alternativa, della normativa precedentemente in vigore. Immediatamente obbligatoria, invece, l’applicazione delle Norme agli edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali.
  • Con la Legge 27.2.2009 n.14 viene rinviato di un altro anno, fino al 30.6.2010, l’obbligo di rispettare le NTC. Contemporaneamente viene pubblicata sulla G.U. la circolare illustrativa n. 617 del 2.2.2009 di oltre 400 pagine.
  • Dopo l’evento sismico abruzzese del 6.4.2008 viene annullata la proroga al 30.6.2010. Pertanto dal 1.7.2009 è obbligatoria l’applicazione delle nuove NTC di cui al DM 14.1.2008.
  • Con Circolare del 5.8.2009 (G.U. 13.8.2009 n.187) e Circolare del 11.12.2009 (G.U. 22-12-2009 n.297) il Ministero delle infrastrutture ha precisato che anche dopo il termine del 30.6.2009, per lavori pubblici già iniziati o progettati è consentita l’applicazione della normativa tecnica precedentemente in vigore, DM del 1996 e DM 14.9.2005 (vedi il sopracitato articolo del 7.9.2009).

Il processo di revisione delle NTC 2008 ha avuto inizio concreto tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 con la nomina da parte del Presidente Karrer di una Commissione Redattrice composta da vari esperti individuati, come previsto dalla legge, direttamente dal CSLLPP.

Come operò questa commissione. “Questa commissione ha operato in uno scenario veramente innovativo rispetto al passato, con un confronto istituzionalizzato, di merito, e nel merito, con i professionisti, i produttori ecc.
Per la prima volta le norme avevano una gestione ed una gestazione partecipata; gli ingegneri, al pari di altri, produssero osservazioni puntuali che furono discusse, condivise, accolte, respinte.” ha commentato l’ing. Giovanni Cardinale, del CNI.

Questo processo di revisione si concluse nel luglio 2012 con la trasmissione della nuova bozza di revisione delle norme alla Commissione Relatrice che il Presidente Karrer aveva nel frattempo nominato e che con uno sforzo di grande intensità arrivò a consegnare, nell’ottobre 2012, all’Assemblea del CSLLPP un testo, approvato all’unanimità dalla commissione stessa, per l”esame di rito previsto nella riunione del novembre 2012.

L’Assemblea dopo discussione ritenne necessario fare alcuni approfondimenti dando un tempo di 15 gg per far pervenire le eventuali osservazioni scaturite dal dibattito. 
A valle di questa riunione il CSLLP, ritenne poi utile integrare la Commissione Relatrice con nuovi esperti e nuove competenze.

Siamo al dicembre 2012; cosa successe poi? Cardinale ricorda che “La commissione relatrice acquisì nuove competenze, ma ne perse molte altre, in corso d’opera, come dimostrano le presenze e, soprattutto, le assenze che hanno caratterizzato questa seconda fase dei lavori durante i quali si è proceduto ad una revisione sostanziale del testo Karrer del novembre 2012, nella direzione di una maggiore aderenza all’attuale testo del 2008.
 Il risultato si concretizza nella proposta all’Assemblea del CSLLPP di un testo non condiviso dalla commissione nella sua interezza, con proposte alternative per alcuni punti importanti come quello relativo al capitolo 8 delle costruzioni esistenti.

Del lavoro che sarebbe stato presentato in Assemblea il Presidente Sessa aveva voluto dare una prima anticipazione al SAIE 2014, due giorni prima della programmata votazione. Votazione saltata per problemi di Quorum e quindi spostata al 14 novembre successivo.

E l’Assemblea si è espressa a larga maggioranza a favore del documento, scegliendo per il punto più controverso, quello sugli edifici esistenti il testo A, il cosiddetto “testo Braga”.

Il documento abbassa le azioni per gli edifici esistenti per più motivi. “l’Ingegneria per motivi economici non può vendere certezze: invece di milioni di edifici produrremo poche piramidi” è l’affermazione con il Prof. Braga accompagna questo documento. Infatti, dando la possibilità di abbassare le azioni per gli edifici esistenti, nella logica di un miglioramento della qualità antisismica dell’edificio, e non dell’adeguamento al nuovo, si consente di avere quei risparmi che possono di fatto allargare la capacità del Paese di intervenire su più edifici. “il vero punto sta nella diagnosi. Eseguire una diagnosi in modo corretto senza distruggere l’edificio ma arrivando a valutazioni realmente efficaci è il nodo per poter realizzare un corretto miglioramento sismico e strutturale” sottolinea Braga e “peraltro, dobbiamo ricordarci che la nostra tecnica delle costruzioni si basa su principi probabilistici, quindi non esiste la certezza sulla sicurezza sismica. Anche se fosse passato il testo B non avremmo potuto comunque garantire la certezza, ma solo un diverso grado probabilistico”.

Sulla stessa linea anche il Prof. Camillo Nuti, che ha collaborato con Braga alla definizione del documento A, quello aprovato “finita una fase in modo positivo, dato un segnale che sulle costruzioni esistenti è possibile fare adeguamento con azioni ridotte senza ricorrere a extra margine che si usa per costruzioni nuove. A volte infatti questo extra margine ha costi molto rilevanti e è causa anche di contenziosi o della impossibilità di intervento. Auspico si prosegua con un lavoro tecnico/scientifico che si occupi dell’esistente. “Vorrei aggiungere un ulteriore commento: la sicurezza si ottiene con gli interventi e non con le assicurazioni

E in effetti il raggiungimento dell’ultimo “gradino”, quello richiesto per gli edifici nuovi, ha spesso un costo molto alto, impedendo in molti casi la possibilità di aprovare progetti di adeguamento per il problema dei costi. In questo modo peraltro si liberano risorse per ulteriori interventi di adeguamento e quindi la possibilità di adeguare altre strutture.

Inoltre nel documento, rispetto alle norme precedenti, si mantiene il riferimento agli Eurocodici, su cui tutti erano d’accordo, ma ci si avvicina ulteriormente all’uso degli stati limite.

Da segnalare che anche la Rete delle Professioni si è divisa in Assemblea: Hanno votato a favore i Consigli Nazionali degli Architetti e Ingegneri mentre hanno votato contro i Geologi.

Gli Ingegneri hanno votato a favore pur non condividendo da un punto di vista tecnico il nuovo documento, soprattutto rispetto a quello che si era ottenuto dalla commissione Karrer. Come ha affermato Zambrano, presidente del CNI “ Malgrado questa nostra insoddisfazione abbiamo ritenuto necessario procedere un gesto di grande responsabilità: abbiamo votato a favore perché il rischio era che venisse approvato un testo molto più conservatore e di chiusura bloccando ancora una volta quel processo di aggiornamento delle norme di cui ha urgente bisogno il nostro Paese. A questo punto si è chiusa una prima fase, ma vi sono ancora possibilità di integrazione e modifica e il nostro auspicio è che i successivi passaggi imposti dall’iter della norma presso il Ministero, il Parlamento e la Conferenza stato-regioni modifichino queste norme nella direzione da noi auspicata, soprattutto utilizzando i documenti da noi prodotti in questi due anni di lavoro. E su questo vigileremo e ci impegneremo perché vengano ulteriormente migliorata.”

Positivo anche il commento degli Architetti, come ha affermato Rino La Mendola (Vicepresidente CNAPPC e componente del CSLLPP):

“Siamo soddisfatti per la conclusione della controversa vicenda della revisione delle norme tecniche delle costruzioni – che si protraeva ormai da troppo tempo – e per l’approvazione di un testo, di fatto, condiviso dal Consiglio Nazionale degli Architetti”.

E’ stata scelta la soluzione più innovativa che introduce un coefficiente di riduzione (pari al 20%) delle prestazioni strutturali prescritte per alcuni interventi sugli edifici esistenti, nella consapevolezza che sarebbe un’utopia pretendere che gli edifici costruiti in epoca antecedente la classificazione sismica, seppure attraverso interventi di adeguamento, possano raggiungere prestazioni strutturali paragonabili a quelle degli edifici di nuova costruzione.

Positivo anche il giudizio dei Geologi, anche se non hanno votato: per Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri: “due anni di lavoro intenso con diversi gruppi di lavoro e due anni di incomprensibile stallo, a fronte di una richiesta corale di emanazione di norme che potessero accogliere le esigenze di innovazione. Ora finalmente siamo arrivati a un documento, che avrà poi bisogno di ulteriori istituzionali per ssere pubblicato. Di certo è che questo iter è superato: è arrivato il momento di rivedere le procedure per l’emanazione delle norme tecniche, che devono essere più dinamiche, che consentano di seguire tempestivamente l’evoluzione tecnica e dalla ricerca. Un esempio positivo è stata la revisione del Testo Unico della Prevenzione Incendi dove i VVFF hanno tenuto un tavolo aperto con le professioni per un lavoro che verrà costantemente revisionato“.

Decisamente contrario il voto dei Geologi, che anticipano già la battaglia nella prosecuzione dell’iter. Gian Vito Graziano, presidente del CNG “l’assemblea di oggi ha preferito lasciare tutto com’era, facendo emergere, ancora una volta, una dicotomia fra geologia e geotecnica, che, come abbiamo sottolineato nella dichiarazione di voto, per noi è antistorica, non scientifica, irrazionale e foriera di grandi problemi nel tempo a venire.” e ha conclusso “Noi geologi abbiamo votato contro e nel farlo abbiamo inteso opporci non solo alle variazioni peggiorative di un testo già da noi abbondantemente criticato, ma anche ad un modo di operare che non ci piace affatto”

Conclusioni

Dalla 14 gennaio 2008, data della pubblicazione delle precedenti norme, la tecnica delle costruzioni ha fatto grandi passi in avanti. Ne è testimonianza il SAIE, quanti centri di ricerca hanno partecipato in questi anni per presentare i loro studi, quante aziende hanno esposto le loro innovazioni, quanti convegni e seminari hanno toccato e approfondito l’evoluzione dei modelli di valutazione e di calcolo.

Fra un mese saranno passati sette anni e ancora non abbiamo – perché l’iter non si è concluso – un nuovo testo di riferimento. Nel frattempo sono uscite nuovi eurocodici, nuove norme internazionali e quindi chi opera oggi deve utilizzare un testo vecchio, tecnologicamente e tecnicamente molto vecchio.

Appare chiaro che il problema principale è l’iter italiano, un Iter che è troppo lungo. Riprendo quindi in conclusione un commento di Giovanni Cardinale, che riassume in poche parole quali sono i problemi “Oltre 4 anni di lavoro di due commissioni di esperti consegnano un testo che disattende le aspettative dei professionisti ma anche, riteniamo, di tutta filiera delle costruzioni. Un tempo così lungo sarebbe giustificato solo se si fosse raggiunto lo scopo di una vera innovazione normativa nei contenuti, nel linguaggio, nella chiarezza, nella semplificazione. Lo snellimento delle procedure, la loro armonizzazione sul territorio nazionale, il ricorso ai professionisti, nel quadro del Principio di Sussidiarietà, in sostituzione della PA per ridurre i tempi dei procedimenti amministrativi, rappresentano una esigenza irrinunciabile.”


[2014.11.19] – Luca Sanpaolesi: perché sostengo le nuove Norme tecniche delle costruzioni

http://www.ingegneri.info/luca-sanpaolesi-perche-sostengo-le-nuove-norme-tecniche-delle-costruzioni_dossier_x_382.html

Il prof. Luca Sanpaolesi, Professore Emerito di Tecnica delle costruzioni all’Universita’ di Pisa e già’ membro della commissione Ntc del Cslp, commenta i punti salienti del nuovo testo delle Norme tecniche delle costruzioni

Nella seduta del 14 novembre 2014 l’assemblea delConsiglio superiore dei lavori pubblici ha dato parere positivo all’approvazione delle nuove Norme tecniche per le costruzioni, che adeguano il testo precedente risalente al 2008 (dm 14 gennaio 2008). L’approvazione è stata ottenuta con una larga maggioranza, di cui fanno parte anche i voti di architetti, ingegneri e tecnici in genere, al termine di una seduta che ha avuto comunque alcuni punti particolarmente discussi.

Abbiamo chiesto a Luca Sanpaolesi, ordinario di Tecnica delle costruzioni presso la Facoltà di ingegneria di Pisa, già presidente Aicap e membro esperto della commissione per le Ntc del Cslp, di fornirci una prima analisi di massima sul testo approvato.

Professor Sanpaolesi, prima di tutto: queste nuove Ntc possono essere considerate di rottura o di continuità rispetto a quelle del 2008?

I criteri generali delle norme sono rimasti immutati, e si basano su quelli del 2008, resi poi obbligatori a luglio 2009: il forte riferimento agli Eurocodici e l’idea di raccogliere in un unico documento tutte le normative emanate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, a differenza della situazione precedente, dove ogni normativa aveva un documento (i carichi, i prefabbricati…).

Questo è già un segno di continuità: la forte discontinuità che ci fu con il testo del 2008, ad esempio per il passaggio dal metodo delle tensioni ammissibili al metodo dei coefficienti parziali, era necessaria, richiesta dal Paese, ed è stata di grande utilità. Il metodo di base è rimasto quello, seppur integrato con molte modifiche nei vari punti.

Ci sono novità sostanziali?

È molto difficile tracciare le modifiche di massima, poiché le variazioni sono tante e tutte molto puntuali. Possiamo dire che il criterio generale è stato quello di semplificare un po’ l’applicazione delle norme del 2008: l’esperienza della sua applicazione era stata buona per molte parti, e leggermente meno per altre, perciò ora c’erano le conoscenze sufficienti per migliorare questi punti. Proprio per questo credo che questo nuovo testo sia un effettivo miglioramento. Posso non condividere il 100% di quanto sia contenuto all’interno, tuttavia nel complesso credo che sia un buon passo avanti, un perfezionamento.

Le nuove Norme tecniche introducono coefficienti di sicurezza differenti per gli edifici esistenti rispetto alle nuove costruzioni.

Forse questo è uno degli aspetti più importanti delle nuove norme tecniche per le costruzioni, ed è anche uno di quelli che ha maggiormente ‘appassionato’ i vari membri dell’assemblea. Le costruzioni esistenti sono in Italia una grandissima parte degli interventi che si realizzano, sicuramente più delle nuove costruzioni. Sono pratiche molto diffuse e anche molto gradite, perché si vuole cercare di intervenire sull’esistente, e su un gran numero di edifici.

Su questo punto in assemblea sono stati presentati due testi, A e B, che prevedevano un diverso tipo di approccio al problema dell’esistente. Il testo B era molto vicino alle vecchie norme del 2008, il testo A invece aveva delle aperture non irrilevanti. In primo luogo c’è una riduzione delle azioni da mettere in conto per il rispetto delle norme, e quindi si riduce la sicurezza, aspetto che in qualche modo ha rappresentato il nodo della discussione.

Può entrare nel dettaglio?

Nel vecchio testo era previsto che gli interventi importanti, cioè quelli di adeguamento, fossero fatti con gli stessi livelli di sicurezza delle nuove costruzioni. Con il nuovo testo approvato ci sono due aspetti vantaggiosi da questo punto di vista: il primo è che si può intervenire molto più spesso con un procedimento chiamato “dei piccoli interventi” o interventi locali, che erano già presenti prima, ma per i quali ora la casistica è più estesa. Questi piccoli interventi possono essere anche ‘grandi’: si può sostituire ad esempio un intero solaio o una intera copertura. Perciò con una serie di piccoli interventi si riesce a fare un intervento complessivo piuttosto importante, facendo una ristrutturazione significativa, mentre prima bisognava di solito attenersi alla procedura dell’adeguamento, che era oneroso e a volte anche difficile da realizzare tecnicamente.

Il secondo vantaggio è che con le nuove norme sono ridotte le azioni da mettere in conto: perciò si può intervenire sull’esistente ‘pagando’ una penalità di azioni inferiore alla situazione precedente. È un approccio più ‘gradevole’, non solo per gli ingegneri ma anche per i proprietari che possono fare interventi a minor costo e con minori complicazioni che ovviamente si pagano con un livello di sicurezza più limitato.

E’ chiaro che qualcuno può aver messo in discussione il livello più ‘basso’ per la sicurezza: io però credo che queste nuove norme tecniche permettano comunque, magari con un livello tecnico di sicurezza meno stringente di quello delle nuove costruzioni, di eseguire molti interventi anche a costo minore.

Se consideriamo che l’Italia è interamente sismica e che ci sono molti sismi di entità moderata, questi interventi più limitati o locali possono andare a garantire comunque la sicurezza e in qualche modo a proteggere un gran numero di persone. Se fosse stato mantenuto lo stesso livello di sicurezza previsto per le nuove costruzioni le possibilità di intervenire sarebbero state inferiori, solo appannaggio di chi era in grado di sostenere tecnicamente ed economicamente la complessità d’intervento.

L’approvazione è comunque solo il primo passo di un processo più lungo.

Certo, prima di tutto perché l’approvazione del Cslp è un “parere di approvazione” e non completa l’iter perché il Cslp non è un organismo operativo. Messo però questo passo fondamentale ora il testo deve essere sottoposto a molti altri passaggi: la firma dei Ministri, la Conferenza Stato-Regioni e il vaglio europeo, perché l’Europa dovrebbe affermare se la norma italiana è sullo stesso indirizzo europeo, anche se su questo punto non dovrebbero esserci molti dubbi, visto che comunque seguiamo gli Eurocodici. A tal proposito ricordo che nel 2008 ci fu un’osservazione da parte dell’Austria su alcuni coefficienti riguardanti le strutture per il legno, che all’epoca era la prima volta che si affacciavano alle norme tecniche. La questione era legata a dei coefficienti di sicurezza che erano più alti di quelli previsti dagli Eurocodici; da allora c’è stato un avvicinamento progressivo ai coefficienti europei.

Una stima sui tempi?

Dovendomi basare sull’esperienza del 2008, ricordo che all’epoca c’erano alcune lobby che cercavano di ritardare l’entrata in vigore delle nuove Ntc, con l’obiettivo di utilizzare ancora le precedenti. Il ministro infatti potrà stabilire un tempo necessario per l’applicazione delle nuove norme durante il quale sarà possibile ancora applicare quelle precedenti. Fu il terremoto dell’Aquila del 2009 che rese in qualche modo improrogabile ulteriormente l’applicazione della nuova normazione.

In questo caso si può ipotizzare che ci vorranno dieci mesi – un anno per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Chi è Luca Sanpaolesi

Già Ordinario di Tecnica delle costruzioni, Sanpaolesi è Professore Emerito nell’Università di Pisa.

In campo normativo ha seguito in sede Europea lo sviluppo degli Eurocodici dal loro inizio negli anni 80-90, contribuendo sostanzialmente alla loro definizione in Europa e alla loro conoscenza in Italia. Sin dal 1972 ha partecipato alla definizione delle norme tecniche nazionali, dapprima nelle Commissioni del CNR e poi nelle Commissioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Nel 1992 fu nominato membro del Consiglio Superiore e da allora con la qualifica di Esperto ha partecipato e partecipa tutt’ora ai lavori di questo importante Organismo. La sua attività scientifica è documentata da 142 pubblicazioni e da 252 conferenze tenute in Italia e all’Estero.


[2014.11.19] – Graziano: “Le NTC non devono considerare il nostro territorio in modo statico”

http://www.edilio.it/graziano-le-ntc-non-devono-considerare-il-nostro-territorio-in-modo-statico/p_21830.html

“Le NTC devono considerare il nostro territorio non in modo statico”. Gian Vito Graziano, presidente del CNG, commenta la nuova normativa sulle costruzioni.

Intervista di Andrea Dari, direttore tecnico SAIE

Caro Presidente, il Consiglio Nazionale ha votato contro l’approvazione di queste norme tecniche. Perché la tua professione ha scelto una posizione così dura ?

Vorrei fare una premessa, perché qualcuno non possa pensare che noi siamo contro le NTC. Noi non soltanto non ci siamo mai opposti alla revisione delle NTC, ma le abbiamo auspicate, consapevoli che a volerne la modifica vi è un’itera classe professionale. E’ per questo che abbiamo inviato le nostre proposte miglioratice, le abbiamo condivise con gli altri Consigli Nazionali e le abbiamo persino perorate presso il Presidente del Consiglio Superiore LLPP. Abbiamo chiesto che si ampliassero i contenuti della relazione geologica, che si rendessero coerenti i modelli geologico e geotecnico, che la campagna di indagini geognostiche e geotecniche fosse unica, come avviene nella realtà professionale, e che si estendesse anche al geologo la responsabilità nella scelta del tipo, del numero e dell’ubicazione delle indagini, al momento in capo al solo progettista.

E quale è stato il risultato?

Purtroppo la commissione che ha lavorato al documento non ha accolto neanche una delle nostre proposte. Abbiamo registrato questa scelta come una chiusura totale, una chiusura che non tiene in considerazione che poi le norme i primi a doverle applicare sono i professionisti. Sottolineo che le proposte erano state inviate dalla Rete delle Professioni, non solo da noi geologi.

Ma Ingegneri e Architetti hanno votato a favore.

Esco da una riunione con gli ingegneri e posso garantire che le perplessità tecniche sono le stesse. Poi nel voto hanno prevalso nei due casi valutazioni differenti. Non potevamo accettare di votare un documento che resta per la geologia a 7 anni fa. Questo testo continua a pensare la geologia del territorio come qualcosa di statico dove poter posizionare le nostre opere. Il territorio non è statico, lo sappiamo bene noi geologi, il territorio è in continua evoluzione e non possiamo in alcun modo dimenticarlo, altrimenti si continuerà a chiamarci dopo i disastri e non prima. Mi dispiace che mentre da un lato Palazzo Chigi fa un gran salto di qualità per la lotta al dissesto idrogeologico il Consiglio Superiore dei LLPP sembra sordo a queste evidenze. E così purtroppo l’assemblea di oggi ha preferito lasciare tutto com’era, facendo emergere, ancora una volta, una dicotomia fra geologia e geotecnica, che, come abbiamo sottolineato nella dichiarazione di voto, per noi è antistorica, non scientifica, irrazionale e foriera di grandi problemi nel tempo a venire.

Per questo noi geologi abbiamo votato contro e nel farlo abbiamo inteso opporci non solo alle variazioni peggiorative di un testo già da noi abbondantemente criticato, ma anche ad un modo di operare che non ci piace affatto. Mi spiace dirlo, ma avrei creduto che da altre parti si fosse fatto altrettanto, perché non è per noi accettabile che possa passare il principio che si debba comunque approvare un testo che non è condivisibile neanche in linea di principio.

Una divisione nella Rete delle Professioni che proseguirà?

No. Ripeto, abbiamo condiviso le proposte prima e proseguiremo a condividere le proposte dopo, nelle altre fasi dell’iter di approvazione delle NTC. La scelta in aula è partita da valutazioni politiche diverse.

E i rapporti con il Consiglio Superiore LLPP?

Il Presidente Massimo Sessa è con me nell’unità di missione e ha affermato che tra noi e loro c’è un rapporto di odio e amore. Io ho osservato che finora abbiamo potuto assistere soprattutto all’odio – ovviamente non tra le persone – e stiamo aspettando la fase dell’amore, che è la comprensione reciproca. Di certo il tema della sicurezza del territorio è competenza anche del Consiglio Superiore e quindi non si può ignorare le problematiche che abbiamo sollevato. L’opera deve essere sempre contestualizzata nel territorio, e dove c’è un problema di territorio c’è, e ci deve essere, la presenza del geologo.


 [2014.11.24] – NTC sempre più efficaci

http://www.infobuild.it/2014/11/ntc-sempre-efficaci/

Il tanto atteso benestare della revisione delle Norme tecniche per le costruzioni ha suscitato reazioni differenti da parte degli addetti ai lavori. «È indubbio che tutto è migliorabile ma l’Atecap non può che esprimere soddisfazione per un testo che ha sostanzialmente recepito i suggerimenti della categoria, volti a rendere le Norme tecniche sempre più efficaci.

Da tempo l’Associazione è al fianco del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per la messa in campo di iniziative a supporto della qualificazione del settore. L’intenzione è quella di proseguire in questa direzione. Come in passato, l’Atecap si renderà disponibile per promuovere la massima diffusione e la rigorosa applicazione delle Norme». Il commento del Presidente Silvio Sarno, in riferimento alle disposizioni sul calcestruzzo, si inserisce nel generale contesto di collaborazione dell’Atecap (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato) con le Istituzioni, che ha trovato la sua massima espressione nell’Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato. Lo scorso 14 novembre, dopo un iter a dir poco sofferto, la revisione delle Norme tecniche per le costruzioni (d.m. 14/01/2008) è stata approvata a maggioranza dall’Assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Il dibattito che ha preceduto l’approvazione e i commenti negativi che ne sono seguiti hanno riguardato aspetti che non rientrano nelle competenze della categoria dei produttori di calcestruzzo e per questo l’Associazione non ha ritenuto utile né opportuno esprimere un parere in tal senso. Il testo definitivo delle Norme non è stato ancora reso noto ufficialmente poiché l’iter di approvazione si concluderà solo con la pubblicazione del decreto ministeriale, dopo il parere favorevole del Ministero dell’Interno e del Dipartimento della protezione Civile.

Le informazioni attualmente disponibili consentono comunque di affermare che, per quello che riguarda il materiale calcestruzzo, le Norme tecniche fanno alcuni passi avanti in termini di innovazione di prodotto e di uso sostenibile delle risorse, due concetti chiave per il nostro settore. Un’altra nota positiva di questa nuova stesura è una maggiore chiarezza delle disposizioni soprattutto in relazione ai controlli. Aspetto che contribuisce sicuramente a migliorarne l’applicazione. I risultati ottenuti sono l’effetto, da una parte, del contributo tecnico dell’Associazione attraverso proposte di modifica e, dall’altra, della stretta collaborazione con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che ha consentito di trasferire all’Amministrazione quella conoscenza della realtà del settore che è alla base di normative efficaci. Questa sinergia ha portato nel 2011 alla nascita dell’Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, un’iniziativa che ha avuto, fra gli altri, il merito di creare un canale di dialogo fra operatori e istituzioni. Obiettivo primario dell’Osservatorio è da sempre la promozione dei controlli a garanzia del rispetto delle norme.

Nella convinzione che proprio il rispetto delle norme sia il canale utile a preservare sul mercato solo le imprese realmente virtuose e meritevoli, l’Atecap si è recentemente fatta promotrice, coinvolgendo le rappresentanze maggiormente qualificate del settore, di una richiesta indirizzata la Ministro Lupi volta all’istituzionalizzazione dell’Osservatorio. Il riconoscimento formale della validità dell’iniziativa conferirebbe, infatti, all’organismo un ruolo sostanziale oltre che strategico per i controlli nel settore. 00185 Roma Via G. Amendola, 46 t: +39 06 420 16 103 f: +39 06 420 20 145 atecap@atecap.it www.atecap.it Pag. 2 ATECAP, Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, riunisce da oltre venti anni i produttori italiani di calcestruzzo preconfezionato corretti e qualificati. Parte dell’Ermco, l’Associazione europea di produttori di calcestruzzo preconfezionato e componente di Federbeton e Federcostruzioni, ambedue appartenenti a Confindustria, ATECAP favorisce lo sviluppo del settore assistendo le imprese associate in tutti i campi dove si riscontrano esigenze di tipo tecnico, normativo e di mercato promuovendo, attraverso il confronto delle esperienze, l’analisi delle situazioni produttive e delle prospettive del mercato.


[2014.11.25] – Nuove Norme tecniche per le costruzioni e calcestruzzo: soddisfatta Atecap

http://www.ingegneri.info/nuove-norme-tecniche-per-le-costruzioni-e-calcestruzzo-soddisfatta-atecap_news_x_25344.html

Il testo ha recepito i suggerimenti della categoria del calcestruzzo preconfezionato. Per questo Atecap e’ soddisfatta delle nuove norme tecniche per le costruzioni

Atecap, l’Associazione tecnico-economica del calcestruzzo preconfezionato, esprimere soddisfazione sul testo delle nuove Norme tecniche per le costruzioni, la cui tanto attesa approvazione ha suscitato reazioni controverse da parte delle professioni tecniche e degli addetti ai lavori. “È indubbio che tutto è migliorabile ma l’Atecap non può che esprimere soddisfazione per un testo che ha sostanzialmente recepito i suggerimenti della categoria, volti a rendere le Norme tecniche sempre più efficaci. Da tempo l’Associazione è al fianco del Consiglio superiore dei lavori pubblici per la messa in campo di iniziative a supporto della qualificazione del settore”.

Il commento del presidente Silvio Sarno, in riferimento alle disposizioni sul calcestruzzo, si inserisce nel contesto di collaborazione tra Atecap e istituzioni, come nel caso dell’Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato. Il testo definitivo delle Norme tecniche per le costruzioni non è stato ancora reso noto ufficialmente e l’iter di approvazione si concluderà solo con la pubblicazione del decreto ministeriale, dopo il parere favorevole del ministero dell’Interno e del Dipartimento della Protezione Civile.

“Le informazioni attualmente disponibili – prosegue Sarno – consentono comunque di affermare che, per quello che riguarda il materiale calcestruzzo, le Norme tecniche fanno alcuni passi avanti in termini di innovazione di prodotto e di uso sostenibile delle risorse, due concetti chiave per il nostro settore. Un’altra nota positiva di questa nuova stesura è una maggiore chiarezza delle disposizioni soprattutto in relazione ai controlli. Aspetto che contribuisce sicuramente a migliorarne l’applicazione. I risultati ottenuti sono l’effetto, da una parte, del contributo tecnico dell’Associazione attraverso proposte di modifica e, dall’altra, della stretta collaborazione con il Consiglio superiore dei lavori pubblici che ha consentito di trasferire all’amministrazione quella conoscenza della realtà del settore che è alla base di normative efficaci”


[2014.11.24] – Norme tecniche per le costruzioni, le 2 novità più rilevanti

http://www.ediliziaurbanistica.it/pf/testo-news/41971/Norme-tecniche-per-le-costruzioni-le-2-novita-piu-rilevanti

È giunto l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici all’avvio del processo di revisione delle norme tecniche per le costruzioni

È arrivato il primo ok alla revisione delle norme tecniche per le costruzioni: l’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha infatti approvato le nuove Norme tecniche per le costruzioni (Ntc). Dopo il nulla di fatto della seduta del 24 ottobre scorso, l’organo tecnico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha raggiunto nell’incontro dello scorso 14 novembre 2014 la convergenza sulla proposta che va ad aggiornare le Norme tecniche del 2008, definite dal decreto ministeriale del 14 gennaio 2008.

La novità che assume maggiore rilievo nel testo approvato è quella inerente all’introduzione dei coefficenti ridotti per le verifiche su alcune tipologie di edifici, in particolare quelli esistenti: viene così ad essere risolto uno dei punti principali di discussione sulle nuove norme tecniche fino ad ora finora, ovverosia la possibilità di equiparare gli standard legati all’adeguamento sismico sia per gli edifici esistenti che quelli nuovi, opportunità che secondo i più critici avrebbe reso le norme antisismiche più difficilmente applicabili, poiché troppo onerose. Saranno pertanto ammorbiditi in questa nuova versione gli obiettivi di messa in sicurezza per gli edifici esistenti.

Nessuna revisione prevista invece per i materiali, con il risultato di bloccare l’ingresso a componenti come il vetro per usi strutturali. Nonostante le discussioni sul tema, il testo è stato votato a larga maggioranza dalle varie professioni (compresi Architetti e Ingegneri), con la sola eccezione dei Geologi, che hanno espresso voto negativo. Ora il testo dovrà essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni per poi essere incanalato.


[2014.11.27] – Revisione Norme tecniche per le costruzioni: rimane il nodo dei materiali

http://www.ediltecnico.it/29468/revisione-norme-tecniche-per-costruzioni-rimane-nodo-dei-materiali/

Revisione Norme tecniche per le costruzioni: il percorso di riforma è stato soltanto inaugurato mediante l’approvazione dell’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Lo scorso 14 novembre l’organo tecnico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha raggiunto la convergenza sulla proposta che va ad aggiornare le Norme tecniche del 2008 (definite mediante il decreto ministeriale del 14 gennaio 2008).

Ora, secondo indiscrezioni che trapelano da fonti governative, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si prepara a rimettere tutto in discussione: la struttura dell’aggiornamento, secondo il team di lavoro che fa capo al ministro Maurizio Lupi, possiede coloriture troppo reazionarie, aspetti esageratamente conservatori. Di qui la volontà di rimaneggiare il testo inerente alle nuove Norme tecniche.

Piccolo preambolo: le Norme tecniche per le costruzioni si configurano alla stregua di un testo base per la edificazione di strutture in Italia. Il loro nucleo tematico si struttura attorno alla definizione dei criteri di sicurezza degli edifici e le caratteristiche dei materiali per realizzarli.

Come afferma Giorgio Santilli sul Sole 24 Ore di ieri “il processo di revisione delle Ntc 2008, attualmente in vigore, è partito a fine 2010 ed è andato avanti presso il Consiglio superiore fino al 14 novembre scorso. Dopo un’infinità di rinvii, è arrivato il tanto atteso parere. Nonostante il lavoro di anni, però, quel testo viene giudicato da molti esperti un compromesso al ribasso in diversi passaggi”.

Nel mirino dei detrattori è stato messo soprattutto il Capitolo 8, inerente al tema dei materiali da usare per le strutture: con le regole attualmente in vigore è infatti molto difficile immettere sul mercato e usare prodotti innovativi, spesso diffusi in tutto il mondo, come le fibre. Proprio questo tema ha acceso il fuoco del dibattito in seno alle professioni.

Due sono le ipotesi di modifica allo studio in questo momento per il comparto dei materiali.

  1. Qualificazione dei prodotti per uso strutturale: rispetto al sistema attuale, sono necessari meccanismi di flessibilità al fine di facilitare la diffusione di prodotti innovativi che non sono ancora coperti da una specifica regolamentazione. L’obiettivo è fermare l’emorragia dei produttori che delocalizzano all’estero a causa dei farraginosi meccanismi burocratici.
  2. Legno per uso strutturale: il testo appena approvato ha di fatto confermato per questo materiale gli stessi coefficienti di sicurezza delle Norme tecniche del 2008. Tali coefficienti definiscono lo spessore degli elementi portanti (travi e pilastri) e, al momento, nel nostro paese sono più alti che nel resto d’Europa. Un appesantimento che ad alcuni pare non giustificato, soprattutto se letto insieme all’articolo 14 del decreto Sblocca Italia in materia di overdesign: attraverso tale norma il Governo si scaglia proprio le norme italiane che impongono aggravi rispetto ai corrispettivi comunitari. In tale direzione sono pertanto necessari dei chiari passi in avanti, in direzione di una sensibile riduzione dei coefficienti, al fine di allinearsi agli Eurocodici.

Il percorso di modifica delle Norme tecniche ora si appresta ad attraversare un nuovo passaggio: queste dovranno transitare da un decreto del Mit, previo un necessario parere della Conferenza Stato-Regioni e delle commissioni parlamentari competenti. Un anno è il lasso di tempo presumibile entro cui tale passaggio sarà effettuato.


[2014.12.19] – NTC, entro fine anno partirà la stesura della circolare applicativa

http://www.edilportale.com/news/2014/12/normativa/ntc-entro-fine-anno-partir%E0-la-stesura-della-circolare-applicativa_43141_15.html

Entro la fine di quest’anno il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici costituirà la Commissione incaricata di scrivere la circolare applicativa delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.

Lo ha annunciato il presidente del CSLLPP Massimo Sessa nel corso di un convegno sulle Norme Tecniche organizzato da Finco, l’associazione dei produttori di impianti e servizi per l’edilizia, e dal Consiglio Nazionale Ingegneri nella sede del Consiglio Superiore.

La revisione delle NTC, ricordiamo, ha avuto un punto di svolta il 14 novembre scorso con il via libera del CSLLPP ad un nuovo testo che aggiorna quello del 2008. Testo scelto a maggioranza tra i due proposti, che ha scontentato alcuni, ma sul quale i tecnici del Ministero delle Infrastrutture sono aperti a modifiche e correzioni.

E una delle richieste avanzate sia da Armando Zambrano, Presidente CNI, che da Marco Perazzi, Responsabile Relazioni Istituzionali Finco, è stata quella di rimandare alla normativa volontaria (norme UNI) per gli aspetti tecnici delle costruzioni, incrementando la collaborazione tra legislatore e normatori privati.

In questo modo si alleggerirebbe il corpus normativo da decine di pagine delle NTC. “La mole delle NTC è notevole – ha detto Sessa – ma si tratta di norme tecniche che illustrano come progettare edifici, ponti e infrastrutture. Anche il Codice degli Appalti e il Testo Unico dell’Edilizia sono corposi, e si tratta solo di procedure”.

Quanto alla circolare applicativa, stavolta gli operatori speravano che non ce ne fosse bisogno, che le nuove NTC fossero chiare abbastanza da non richiedere un documento che le spiegasse. Invece il presidente Sessa sta già lavorando all’avvio della sua stesura.

Un altro tema che il CSLLPP si appresta ad affrontare è quello del Genio Civile. “Dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, che ha trasferito molte competenze dallo Stato alle Regioni – ha spiegato il presidente Sessa -, oggi ogni Genio Civile ha proprie procedure e proprie interpretazioni delle norme”. L’intenzione del CSLLPP è quella di uniformare tali procedure.

“Il convegno è stato un momento di indubbia utilità e confronto – ha osservato il Direttore Generale di Finco, Angelo Artale – ed è stata l’occasione per chiarire alcuni aspetti che erano ancora controversi”.


Download ultima Bozza di Revisione delle NTC

Al fine di consentire la massima comprensione del testo, la presente versione del documento riporta in maniera tracciabile (con testo in colore rosso) tutte le modifiche intercorse, nel corso della procedura di concerto interministeriale, rispetto al testo Allegato al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n.53/2012, espresso nell’Adunanza dell’Assemblea Generale del 14 novembre 2014. Fra queste, evidenziate in celeste, sono riportate le modifiche da ultimo richieste dal Dipartimento per la Protezione Civile con nota n. SIV/0027712 del 01.06.2016.

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